sabato 31 dicembre 2011

venerdì 30 dicembre 2011

2011 un anno di disastri per il territorio...frane ed alluvioni

UN ANNO DI DISASTRI........



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DIRETTIVA SISTEMA DI ALLERTASMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO IN CALABRIA,





se vuoi saperne di più clicca sopra  il link
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CHE FINE HANNO FATTO I PRESIDI IDRAULICI IN CALABRIA????? "come mai non se ne parla più"

Tratto da:
DIRETTIVA
Sistema di Allertamento regionale per il Rischio
idrogeologico e idraulico in Calabria



8.  PRESIDIO TERRITORIALE IDROGEOLOGICO E IDRAULICO

Il Presidio idrogeologico e idraulico del territorio è finalizzato a:
- effettuare attività di ricognizione e di sopralluogo nelle aree esposte a rischio di frana e/o di
inondazione;
- sviluppare, durante le fasi di Allerta, specifiche e dettagliate osservazioni sul campo dei
fenomeni in corso, individuando:
 i sintomi di possibili imminenti movimenti franosi (fessure, lesioni, variazioni della
superficie topografica, spostamenti sensibili, ecc.), anche attraverso la lettura di strumenti
installati sul territorio che non trasmettono a distanza (inclinometri, fessurimetri,
distanziometri, ecc.);
 le evidenze connesse a movimenti franosi già innescati e/o in atto;
- svolgere le attività dei servizi di piena e di pronto intervento idraulico, disciplinati dal R.D. n.
523/1904 e dal R.D. n. 2669/1937, in tutti i tronchi fluviali che presentino rischio di
esondazione e non solo nei tratti classificati di prima e seconda categoria come previsto dalla
citata normativa. In particolare per questo ultimo aspetto il Presidio Territoriale deve,
compatibilmente con la effettiva disponibilità di uomini e mezzi:
 osservare e controllare lo stato delle arginature presenti;
 rilevare, sistematicamente, i livelli idrici del corso d’acqua per assicurarsi che un
incremento della portata di piena non abbia conseguenze pericolose per sormonto e/o
rottura arginale;
 svolgere ricognizione delle aree potenzialmente inondabili, soprattutto nei punti indicati
negli Scenari di Rischio come “idraulicamente critici”, anche al fine di rilevare situazioni di
impedimento al libero deflusso delle acque per ostruzione delle luci di ponti, o di altre
strettoie naturali o artificiali, causati da movimenti franosi, smottamenti spondali, accumuli
detritici prodotti dell’eccessivo materiale trasportato;
 attivare il pronto intervento idraulico ai sensi del R.D. n. 523/1904 e primi interventi urgenti
ai sensi della legge n. 225/1992, tra cui la rimozione degli ostacoli che possano impedire il
rapido defluire delle acque, la salvaguardia delle arginature e la messa in sicurezza delle
opere idrauliche danneggiate.

mercoledì 28 dicembre 2011

Solidarietà per Progetto Sud





Solidarietà per Progetto Sud -  26 dicembre 2011

“Solidarietà per chi ha il coraggio cristiano di aiutare gli altri a costruirsi un futuro e preoccupazione per le modalità di un attentato che richiede di alzare ancora di più il livello di vigilanza e di attenzione nei confronti del fenomeno mafioso”.
 Così il presidente del  Consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico, dopo che la notte scorsa è stato fatto esplodere un ordigno, a Lamezia Terme, davanti all'ingresso di un centro per minori stranieri della comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza.
“Questo atto di violenza - afferma il presidente Talarico - contro chi caratterizza la propria azione nella passione nell’aiutare i più deboli e in difficoltà, senza distinzione di cultura e di religione, richiede, come risposta, ogni sforzo possibile per isolare e sconfiggere il germe mafioso che contamina la nostra regione. Alla Comunità Progetto Sud, con la nostra solidarietà, esprimiamo vicinanza per l’intimidazione subita, nella certezza che l’azione di carità e di soccorso sociale che da anni garantisce, non sarà scalfita da una esecrabile manifestazione di violenza”.

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informa su 3 importanti concorsi pubblici
MAXICONCORSI
Comune di Roma, Forestale, Polizia
COMUNE DI ROMA - 1.995 POSTI
Riparte la macchina concorsuale nella Capitale, dopo il lungo periodo di attesa terminato lo scorso 13 dicembre, giorno di pubblicazione dell’Avviso del Comune di Roma sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - IV Serie Speciale - "Concorsi".
Per i 22 concorsi banditi a febbraio 2010 (a cui non si può più fare domanda) le prime prove concorsuali si terranno a febbraio 2012, mentre i grandi concorsi si svolgeranno tra aprile e luglio 2012. Il calendario completo sarà ufficializzato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2012.
Dopo i 18 corsi di preparazione già svolti, PARTE A FINE GENNAIO L’ULTIMA SERIE DI CORSI SPECIFICI.

CORPO FORESTALE DELLO STATO
400 ALLIEVI VICE-ISPETTORI

Il Corpo Forestale dello Stato ha indetto un concorso per 400 diplomati che verranno arruolati come allievi vice-ispettori.
Requisiti per partecipare: diploma, età inferiore a 32 anni, idoneità psico-fisica, non avere svolto il servizio civile come obiettori di coscienza oppure avere rinunciato a tale status.
Scadenza: 29 DICEMBRE 2011
Maggiori dettagli sul concorso

POLIZIA DI STATO - 80 COMMISSARI
Il Ministero dell’Interno ha indetto un concorso per selezionare 80 commissari per la Polizia di Stato. Il concorso è rivolto a laureati in Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Scienze delle pubbliche amministrazioni ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 96 del 6/12/2011. Scadenza: 5 gennaio 2012
Maggiori dettagli sul concorso


L’Istituto Cappellari, dal 1909 leader nella preparazione ai concorsi pubblici, organizzaCORSI DI PREPARAZIONE ALLE PROVE SELETTIVESedi dei corsi: Milano, Ferrara, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria
Per informazioni sui corsi:
Istituto CappellariRossella Benvenuti
Partner di
L’Istituto Cappellari augura a tutti
Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Crisi, ottanta professori bocciano Monti: "La sua manovra economica è recessiva"



Il GIORNALE.IT

Dalle autorevoli cattedre degli atenei di tutta la penisola si leva un grido: Monti invece di salvare l’Italia la farà sprofondare nella più cupa depressione perché la sua è una manovra recessiva e oltretutto non è neppure equa. Il professor Gustavo Piga, ordinario di Economia politica presso Tor Vergata a Roma, dà il via alla protesta: "Negoziare con Bruxelles e con il Consiglio Europeo una politica fiscale meno recessiva"
di -




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AVVISO

A seguito della entrata in vigore della legge di stabilità (L. 183/2011), dal 1° gennaio 2012
le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità, stati personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47  (art. 40 DPR 445/2000).
esempio:
Gli uffici comunali dei Servizi Demografici (anagrafe e stato civile) potranno rilasciare i certificati soltanto ad uso privato.
Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati verrà apposta, a pena di nullità, la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi.
Questo comporta che per tutti i certificati dell’anagrafe (residenza, stato di famiglia,
contestuali, esistenza in vita, eccetera) che il cittadino vorrà richiedere ad uso privato, è previsto in ogni caso il pagamento dell’imposta di bollo (art. 4 della tariffa alleg. A al D.P.R. 642/1972) e dei diritti di segreteria, ossia € 14,62 + € 0,52 per ciascun documento.

Si ricorda comunque che il cittadino può sempre produrre le autocertificazioni
anche quando abbia a che fare con ‘istituzioni private’: banche, assicurazioni,
agenzie d’affari, poste italiane, notai (art. 2, D.P.R. 445).

L’autocertificazione ha lo stesso valore dei certificati (art. 46, D.P.R. 445) ma non ha alcun costo (nessuna imposta di bollo né diritto di segreteria) e non è necessaria la autenticazione della firma.

domenica 25 dicembre 2011

venerdì 23 dicembre 2011

ALTRO CHE TERZO MONDO..........



LA SITUAZIONE
               di FABIO TONACCI e CORRADO ZUNINO

Pochi, lenti, sporchi e spesso in ritardo
Il pendolare viaggia a passo d'uomo

Il servizio ferroviario è sempre di più a due velocità: belli, veloci, funzionali ma anche costosi i convogli a lunga percorrenza sulle tratte più redditizie. Ma gli altri, quelli che ogni giorno portano i lavoratori sulle tratte regionali, hanno qualità e tempistica da terzo mondo

ROMA - Per andare in treno da Matera a Potenza, 102 chilometri, un’ora e ventinove minuti in auto, servono sette ore e due cambi. Bisogna transitare in Puglia, cambiare a Bari, quindi a Foggia e rientrare in Basilicata. Si sale e scende tra regionali e nazionali. La velocità media del trasferimento è di 14,5 chilometri orari. Un fondista con tempi da Olimpiade, correndo tra i due capoluoghi, impiegherebbe un’ora in meno. L’alternativa per il Matera-Potenza è un regionale su binario unico con cambio ad Altamura: impiega dalle tre ore alle quattro e quaranta, ma in "orario da pendolare" ne passa soltanto uno al giorno.

Da Cosenza a Crotone (110 chilometri tutti in Calabria e un cambio) si impiegano tre ore. Per coprire Ragusa-Palermo (250 chilometri tutti in Sicilia, tre cambi) i convogli regionali di Trenitalia hanno bisogno di sei ore e dieci minuti. L’orario invernale prevede due treni, tutti e due a ridosso dell’ ora di pranzo. O a Ragusa becchi questi o cerchi un pullman o fai l’autostop. La littorina è così lenta, poi, perché non è stata progettata per affrontare le curve del percorso: se aumenta la velocità, deraglia. Ma lo "slow train" non è solo un problema da profondo Sud. Per coprire la distanza da Acqui Terme a Genova (74 chilometri) ci vuole un’ora e mezza e si viaggia a 50 l’ora. Mauro Moretti, l’amministratore delegato del risanamento e rilancio delle Ferrovie di Stato, in questi giorni sta presentando i vagoni del silenzio sui nuovi Frecciarossa, annuncia un "Roma-Parigi" tutto coperto con la luce del giorno. Lo scorso maggio, a Piacenza, sul treno pendolare destinato a Fiorenzuola un impiegato bancario di 55 anni è dovuto uscire dal finestrino. Le porte del treno erano bloccate, quasi tutte.

Treni lenti, sporchi, in ritardo. E sempre di meno. Della Ferrovia Porrettana - il primo collegamento attraverso l’Appennino tosco-emiliano, dal 1864 scavalca la dorsale collegando Bologna a Pistoia - sono rimaste sei coppie di treni. Carrozze eliminate, la Rete ferroviaria italiana (ancora Fs) ha rimesso su strada 24 pullman. E in Calabria è dato in via d’ estinzione un altro storico treno per pendolari, il "Tamburello" che collega Melito di Porto Salvo a Reggio Calabria quindi a Rosarno. Le politiche ferroviarie di questi tempi si possono osservare in maniera chiara nel Tigullio ligure: sono saltate diverse fermate per i treni a servizio universale, i rivieraschi devono prendere altrove freccerosse più care a cui poi mancano le coincidenze per tornare a casa. Su questo tratto di costa a forte richiamo turistico due Intercity non si fermano più, altri due non si fermeranno nel 2012. È per questo che i pendolari occupano i binari? È per questo che dal Veneto alla Puglia si assiste alla rivolta degli abbonati -



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giovedì 22 dicembre 2011

Berlusconi avvisa Monti: "Noi siamo arbitri..........

 

da IL GIORNALE -

Berlusconi avvisa Monti: "Noi siamo arbitri Basta con le tasse altrimenti si va al voto"

Berlusconi, alla cena coi senatori del Pdl, ribadisce: "Riorganizziamo il partito con Alfano alla guida". Poi promette "collaborazione proficua" con Monti, ma lo avverte: "Questa volta con la manovra è andata così e per questioni di urgenza l'abbiamo approvata ma a Monti ho detto che è la prima e l'ultima volta. Siamo sempre il sostegno più importante di questa maggioranza e il governo dovrà relazionarsi con noi prima di portare qualsiasi provvedimento in Parlamento". E poi: "Le elezioni saranno possibili se questo governo continua con questa imposizione fiscale e se la posizione della sinistra e i sindacati continua sulla linea della rigidità

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Berlusconi avvisa Monti: "Noi siamo arbitriBasta con le tasse altrimenti si va al voto"



Silvio Berlusconi lo ha già detto più volte: "Il Pdl è già in campagna elettorale". Stavolta il Cavaliere lo ripete agli eurodeputati del partito, che ha incontrato subito dopo l'incontro con Mario Monti. "Andiamo avanti forti della grande forza elettorale che ha il Pdl", ha detto l'ex premier ai suoi, "Siamo pronti a riorganizzare il partito con la guida di Angelino Alfano, preparandoci alle elezioni. Dobbiamo avere un approccio positivo". Oltre che internamente, il Pdl sta ripensando anche gli assetti con le altre forze politiche e in particolare con l'Udc, "che ha elettori cattolici, moderati, che sta con noi nel partito popolare europeo", ha detto Berlusconi che ha precisato: "È in quella direzione che concentreremo i nostri sforzi". Resta chiusa invece la porta sul fronte Fli.
Ma è sul rapporto con il presidente del Consiglio che poi Berlusconi si concentra, non esimandosi dal mettere dei paletti ben precisi. "Noi come Pdl dobbiamo essere consultati, ci deve essere una consultazione preventiva prima dei provvedimenti altrimenti non ci staremo", ha detto il Cavaliere, nel corso del suo intervento alla cena dei senatori del Pdl.
"Questa volta con la manovra è andata così - ha spiegato il Cavaliere - e per questioni di urgenza l'abbiamo approvata ma a Monti ho detto che è la prima e l'ultima volta. Siamo sempre il sostegno più importante di questa maggioranza e il governo dovrà relazionarsi con noi prima di portare qualsiasi provvedimento in Parlamento", ha ribadito il leader del Pdl, che poi ha aggiunto chiarezza al suo discorso, spiegando che "le elezioni saranno possibili se questo governo continua con questa imposizione fiscale e se la posizione della sinistra e i sindacati continua sulla linea della rigidità". Insomma, secondo Berlusconi "si potrebbe andare alle elezioni, siamo noi gli arbitri di questa situazione".
Per quanto riguarda l'ipotesi delle urne, Berlusconi ha precisato che "nessuno può dire quanto potrà durare questo governo. Si potranno verificare alcune condizioni: la prima è che c'é un accordo con l'Udc, con cui vinceremo sicuramente ed è per questo che dobbiamo avviare una trattativa che porti a stringere un'alleanza; l'altra è che se i sondaggi ci dicessero che possiamo vincere anche da soli".
Ma il Pdl non è l'unico che si sta preparando alle elezioni: "Non si sa come evolveranno le situazioni in Italia e quindi è chiaro che tutte le forze politiche si devono tenere pronte". Anche la Lega che ora sta "esercitando il suo ruolo di opposizione, che le è molto congeniale...". Un modo per il Carroccio che potrebbe anche "portare un accrescimento di consensi e di voti".
Parlando del vertice con Monti, inoltre, Berlusconi avrebbe detto che la collaborazione con il governo "sarà proficua". Dal canto suo il presidente del Consiglio ha chiesto un dialogo "fluido" fra governo e forze politiche che lo sostengono e avrebbe assicurato che non ci sarà bisogno di una nuova manovra nel 2012. Un incontro "cordiale"  in cui il premier e il suo predecessore hanno parlato del futuro e di "ciò che si deve fare, soprattutto per quanto riguarda la crescita, il rilancio dell’economia e lo sviluppo". Per il Cavaliere, però, è importante che i provvedimenti presentati dal governo, prima di arrivare in Parlamento siano discussi con i leader di partito e i capigruppo parlamentari.
I due però non hanno discusso di frequenze tv, di articolo 18 o di riforma elettorale. Su questo tema la posizione del Berlusconi è sempre la stessa: "Questa è una buona legge ma deve essere assolutamente il premio di maggioranza al Senato". Ancora più importante, però, è "riformare l’architettura istituzionale, perchè non è possibile per un governo essere efficace se non ha mezzi per poterlo essere". Il Cavaliere non ha però rinunciato a far presente a Monti gli "inconvenienti che questo limite a mille euro può portare in certi settori, come quello degli antiquari, della moda di lusso, della gioielleria. C’è da mettere da una parte l’esigenza di combattere l’evasione, ma dall’altra c’è il timore che si possano ridurre i consumi".

domenica 18 dicembre 2011

TRAVERSA. Il dramma di un uomo

TRAVERSA. Il dramma di un uomo e il degrado della politica e delle classi dirigenti calabresi

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di ALDO VARANO - Traversa ha buttato la spugna. Si è dimesso da sindaco dove i catanzaresi lo avevano eletto a furor di popolo sette mesi fa. Inutile girarci intorno, per Catanzaro sarà un colpo micidiale.
Il cronista ha l’obbligo di prendere atto che Traversa afferma di dimettersi per le condizioni economiche disastrate del Comune. Insomma, Traversa ha fatto una scelta politica.
L’analista, invece, ha l’obbligo di andare oltre per tentare di capire quali sono le ragioni più profonde che muovono la politica, il loro significato, le conseguenze.
Il primo punto è di buon senso. Traversa certamente non si sarebbe dimesso se non fosse deputato e, quindi, se la carica di sindaco non fosse diventata improvvisamente incompatibile con quella di deputato. Catanzaro paga sulla propria pelle una norma, la possibilità di essere insieme sindaco e deputato, voluta e imposta non per ragioni di servizio ai cittadini ma a difesa di insopportabili privilegi del ceto politico italiano.
Si legga l’intervista a Traversa firmata da Giulia Veltri sul Quotidiano: è un documento di alto contenuto umano e, insieme, un lampo di luce su quel che veramente accade nella politica in Calabria. Traversa appare un uomo vinto e sconfitto. Non tenta neanche di colorare con un pizzico di polemica e di rivolta le sue dimissioni. Non polemizza con Berlusconi e con la Lega che hanno massacrato il Sud spostando risorse al Nord o comunque impedendo che arrivassero. Non tenta un affondo neanche nel momento in cui perfino il Governatore Scopelliti, in una intervista all’Avvenire, apre alla verità riconoscendo, certo con cautela, che le maggioranze dei passati governi, quindi sostenute prima di tutto dal suo partito e dai voti raccolti nel Mezzogiorno, hanno pesantemente danneggiato il Sud. Anzi, Traversa conclude con malinconia annunciando la sua probabile uscita dalla politica. E’ una pagina, quella scritta dalla Veltri e Traversa, sulla storia dei vinti.
Ma bisogna andare oltre. Se sono una balla le dimissioni per le condizioni del Comune, idea peraltro mai passata per la testa di Occhiuto o Arena (che pure deve fronteggiare oltre al verde in cassa anche il tam-tam di storie di malaffare comunale) o altri sindaci italiani, resta un’unica spiegazione: Traversa tiene famiglia e non vuole rinunciare alla pensione che facendo il parlamentare qualche altro mese avrà assicurata per il resto della vita.
Il sindaco (quasi ex) del capoluogo di regione ha valutato lucidamente la trappola scattata contro di lui. Se resterà sindaco, al di là delle difficoltà d Catanzaro, mai più rimetterà piede in Parlamento. Addio pensione, quindi. E’ anche consapevole che le sue dimissioni renderanno improbabile la sua ricandidatura a Roma non fosse altro per la conseguenza, già consumatasi in queste ore, di una drastica riduzione de suo appeal elettorale. Avverte, infine, che se anche strappasse la ricandidatura, non c’è certezza alcuna di essere rieletto: qui ed ora nessuno sa se i partiti (tutti i partiti) della seconda repubblica reggeranno all’impatto con l’attuale crisi, né sono prevedibili le coordinate della ricomposizione politica che si potrebbe innescare; non a caso il Governatore Scopelliti si tiene stretta la sua lista e si tiene caro, nonostante le difficoltà d’immagine, il sottosegretario Alberto Sarra che gli garantisce, se tutto dovesse cambiare, un collegamento privilegiato con la lega sudista di Gianfranco Micciché. Calcolo, quello di Scopelliti, che viene legittimato dalle dimissioni di Traversa, che è stato un punto decisivo nel successo del Governatore e ora appalesa tutta la sua fragilità.
Ma servono altre due riflessioni sul gesto di Traversa per spiegare il suo dramma ma anche il contesto che l’ha provocato. Traversa è una persona onesta. Non è mai finito nel chiacchiericcio dei sospetti che ha risparmiato pochi leader calabresi. Ha amministrato sempre e comunque correttamente. Questa realtà, gli si rivolta contro come un drammatico paradosso: se fosse stato di una razza diversa, che pure ha ampia diffusione, avrebbe potuto programmare quattro anni di mazzette recuperando molto più di quanto, vivesse mille anni come gli auguriamo, prenderebbe di pensione parlamentare. La sua onestà gli ha tagliato questa strada. Bisogna dargliene atto e, insieme, ricordare a tutti i moralisti che l’onestà non è un valore in politica: è un presupposto e, quindi, se ci sono mille ragioni per incastrate e punire i corrotti, non ce n’è (giustamente) alcuna per premiare gli onesti.
In ultimo. Traversa non fa un gesto anomalo rispetto a generazioni di classi dirigenti meridionali e calabresi. La loro logica e le loro espressioni politiche, di norma, le hanno spinte sempre, di fronte al dilemma “io o loro”, a scegliere la difesa del “proprio particolare” rispetto all’interesse collettivo. Il massimo della generosità delle classi dirigenti s’è normalmente fermato a non danneggiare con accanimento la cosa pubblica. Mai e risolvere a proprio danno il conflitto.
E’ questo, del resto, il nodo di fondo per leggere correttamente la storia del Mezzogiorno e della Calabria che è nodo connesso alla scomparsa della nozione di nemico/avversario interno. Ma questo è un altro discorso.

giovedì 15 dicembre 2011

A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali


       SCANDALOSO….......
Per la prima volta viene tolto il segreto
su quanto costa ai contribuenti
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati.
Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale
(le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket),
ma da una assistenza privata
finanziata da Montecitorio.
A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali
che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
denominata Parlamento WikiLeaks.

Va detto ancora che la Camera
assicura un rimborso sanitario privato
Non solo ai 630 onorevoli.
Ma anche a 1109 loro familiari, compresi
(per volontà dell'ex presidente della Camera
Pier Ferdinando Casini)
i conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010,
deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro.
       Tre milioni e 92mila euro
per spese odontoiatriche.
       Oltre tre milioni
per ricoveri e interventi
Eseguiti non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private.
       Quasi un milione di euro per
fisioterapia
(976mila euro, per la precisione)
       Per visite varie, 698mila euro.
       488 mila euro per occhiali 
       257mila per la psicoterapia,
e per problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.

       Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante") 28mila 138 euro. 
       Per visite omeopatiche
3mila e 636 euro.

       Alcuni deputati si sono fatti curare
in strutture del servizio sanitario nazionale
ma hanno chiesto il rimborso
all'assistenza integrativa del Parlamento
per 153mila euro di ticket
       Ma non tutti i numeri
sull'assistenza sanitaria privata
dei deputati, sono stati desegretati.
Gli importi spesi nell'ultimo triennio
per alcune prestazioni previste dal
FONDO DI SOLIDARIETÀ SANITARIÀ
come ad esempio:
       Balneoterapia
       shiatsuterapia
       massaggio sportivo
       Elettroscultura (ginnastica passiva)
       interventi per chirurgia plastica
       Cosa c'è da nascondere?
Ma questi conti
i Questori della Camera non ce li
hanno voluti dare...
Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili?
       Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera:
“Il sistema informatizzato di gestione contabile
dei dati adottato dalla Camera
non consente di estrarre le informazioni richieste.
Tenuto conto del principio generale
dell'accesso agli atti in base al quale
la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati
da parte del soggetto destinatario della richiesta,
non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste“.
       Perché la Camera deve provvedere
a dare una assicurazione integrativa?
Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo già l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani,
cioè un privilegio, possono pagarselo,
visto che già dispongono di un rimborso di
25 mila euro mensili,
a farsi un'assicurazione privata.
Non si capisce perché questa mutua integrativà la debba pagare la Camera
facendola gestire direttamente dai Questori.
Basterebbe semplicemente non prevede questa  mutua integrativà  
e quindi far risparmiare alla collettività
dieci milioni di euro all'anno
Mentre a noi tagliano 
sull'assistenza sanitaria e sociale 
è deprimente scoprire che
alla casta rimborsano anche
massaggi e chirurgie plastiche private
e sempre nel massimo silenzio di tutti.
       ...E NON FINISCE QUI...
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro  19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) 
TUTTI ESENTASSE
       ...senza contare...
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
 
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
       ...ed infine...
RISTORANTE gratis
(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis
per Euro 1.472.000,00)
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento
mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubbico impiego)
Circa Euro 103.000,00
li incassano con il rimborso spese elettorali
(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!!