lunedì 23 aprile 2012

SNAF COMUNICATO STAMPA DEL 23 APRILE 2012

            COMUNICATO STAMPA SNAF-FNA                                                              
                                                                           


                                                                      S n a f
                                      SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO FORESTALI
Sindacato di settore della FNA-CONFSAL

SNAF: LA REGIONE RIORGANIZZI GLI ENTI STRUMENTALI DANDO DIGNITA’ AI LAVORATORI, FULL -TIME PER LA SORVEGLIANZA IDRAULICA

IL SINDACATO SNAF E’ A FIANCO DI TUTTI  I LAVORATORI DELL’A.Fo.R., DEI CONSORZI DI BONIFICA E DI TUTTI I LAVORATORI DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE, AUSPICANDO CHE QUESTA FASE DI ASSESTAMENTO DEL SETTORE PORTI AD UNA SOLUZIONE GIUSTA CHE GARANTISCA UNA RICOLLOCAZIONE ADEGUATA PER TUTTI I LAVORATORI DEI VARI COMPARTI. CI PONIAMO COME OBBIETTIVO PRIMARIO QUELLO DI RIDARE DIGNITA’ AL SERVIZIO DI SORVEGLIANZA IDRAULICA DELLA REGIONE CALABRIA. LA SOLUZIONE UNICA  E PRATICABILE E’ RIMODULARE IL SUDDETTO SERVIZIO GARANTENDO ENTRO IL 30 GIUGNO 2012 LE RISORSE NECESSARIE PER L’ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO STESSO CON ORARIO FULL-TIME, SOLUZIONE QUESTA IMPRESCINDIBILE CHE DEVE TROVARE APPLICAZIONE ENTRO E NON OLTRE IL 30 GIUGNO 2012.

Catanzaro 23 Aprile 2012                     
                                                           La  Segreteria  Regionale
                                                                                                     SNAF
                                                                                                      SINDACATO  NAZIONALE  AUTONOMO  FORESTALI
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domenica 22 aprile 2012

Reggio Calabria, Sel: “Necessari interventi di prevenzione per il dissesto idrogeologico”



La redazione di 
MONITORAGGIOIDROGRAFICO: Rammentiamo che sono previsti come da delibera DEL 14 SETTEMBRE 2010 N° 602, L’ISTITUZIONE DEI 14 PRESIDI IDRAULICI SU TUTTO IL TERRITORIO DELLA CALABRIA. Ma ancora la Regione non si è mossa in tal senso e il Servizio Regionale di Monitoraggio della Rete Idrografica attende che la regione risponda.....con i fatti!
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Reggio Calabria, Sel: “Necessari interventi di prevenzione per il dissesto idrogeologico”

22 APRILE 2012, 09:57 REGGIO CALABRIA POLITICA
"E’ evidente come il dissesto idrogeologico sia un problema sempre più stringente e drammatico. Un problema che, soprattutto, chi è chiamato ad amministrare questa nostra terra non può trascurare. Secondo dati del Ministero dell’Ambiente (“Rischio Idrogeologico in Italia”, ottobre 2008) sono 6633 (82%) i Comuni in pericolo per il dissesto idrogeologico". E' uanto sostiene in una nota Giovanni Panzera, Coordinamento circolo Sel “Vincenzo De Angelis”.
"Un fenomeno che, inoltre - conntinua la nota di Sel - risulta aggravato dalla intensa antropizzazione che caratterizza il nostro Paese. Il consumo del suolo, si stima, che nel periodo 1990-2005 sia stato di oltre 244.000 ettari all’anno (per rendere l’idea, circa due volte la superficie del Comune di Roma). Questi dati offrono l’esatta dimensione di un fenomeno di drammatica vulnerabilità.
La questione ambientale è, ormai, strettamente connessa ai diversi ambiti dell’economia: dal mondo dell’agricoltura a quello dell’industria, dal turismo alla ricerca, dal territorio alla politica.
Tutti noi siamo consapevoli del momento drammatico che stiamo attraversando a causa della crisi economica e finanziaria mondiale. In particolare, la crisi, manifesta con maggiore violenza i suoi effetti negativi in una Regione come la nostra, già sofferente, da tempo, per la mancata crescita economica ed occupazionale.
Secondo una recente stima, sono circa 3 milioni gli italiani che non lavorano e che hanno smesso , da tempo, di cercare lavoro.
Secondo il rapporto della Banca d’Italia, diffuso in dicembre, “La fase di ripresa iniziale lo scorso anno si è arrestata. Il tasso di disoccupazione è salito e il tasso di occupazione è sceso ai livelli minimi del 2004”.
In particolare, nel primo semestre 2011, si è ridotto ulteriormente il numero degli occupati in Calabria.
In quest’ottica, la tutela ed il risanamento idrogeologico del territorio costituiscono priorità strategiche per garantire al Paese, ed in particolare alla nostra Calabria, quelle condizioni territoriali indispensabili per la ripresa della crescita economica.
Quello che voglio sottolineare è che da una necessità (attivarsi per prevenire il dissesto), può nascere un’opportunità, in termini di ricadute occupazionali, per la nostra Regione.
Un particolare interesse suscita l’attenzione che il nuovo Governo ha posto sul tema della sicurezza del territorio, con particolare riferimento ad azioni di contrasto del rischio idrogeologico nel Mezzogiorno.
Il CIPE ha - si legge ancora nella nota del coordinamento Sel - infatti, approvato, il 20 Gennaio 2012, un provvedimento in virtù del quale saranno finanziati interventi per circa 680 milioni di euro. Le sette regioni del Mezzogiorno che ne beneficeranno saranno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, per la Calabria, l’accordo sottoscritto il 10 Gennaio 2012 prevede un importo complessivo di 220 milioni di euro. Il nostro auspicio è che tali accordi parziali possano trovare, al più presto, attuazione.
L’esigenza, quindi, di rispondere ad una domanda crescente di servizi nel settore ambientale e la maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle tematiche ecologiche, ha portato alla nascita di nuove figure professionali, ma anche di nuovi settori economici che offrono vaste possibilità di impiego.
Si stima, che gli italiani occupati in questo settore, siano circa 200/300 mila ma si prevede che l’incidenza delle “professioni verdi” sul totale delle professioni sarà di circa il 6% con un incremento generale del 20%.
Un moderno modello teorico di sviluppo economico prende il nome di economia verde, o più propriamenteeconomia ecologica, che oltre ai benefici (aumento del Prodotto Interno Lordo) di un certo regime di produzione, prende in considerazione anche l’impatto ambientale.
Alcune delle professioni emergenti in ambito ambientale: Ingegneria per l’ambiente ed il Territorio è una tra le più recenti branche dell’Ingegneria. Nata per soddisfare quell’esigenza propria di ogni Paese Industriale ed avanzato, di professionisti capaci di operare in un contesto delicato e dall’importanza sempre crescente come quello ambientale.
Tecnico di monitoraggio ambientale opera il controllo sull’ambiente attraverso apparecchiature sofisticate e sensori, analizza periodicamente i dati, evidenziandone anomalie e guasti da segnalare ai manutentori.
L’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni) ha presentato un Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico che comprende diverse tipologie di interventi per la messa in sicurezza del territorio: dal contenimento delle frane, alla sistemazione delle pendici, alla regolazione di torrenti e corsi d’acqua, alla bonifica idraulica. Nell’immediato, c’è necessità di 2.943 interventi per un costo complessivo di quasi 7 miliardi di euro. Tradotto significa più sicurezza per i cittadini e migliaia di nuovi posti di lavoro. Queste le stime dell’ANBI:
Ogni milione di euro, investito in manutenzione del territorio - conclude la nota - genera 7 nuovi posti di lavoro; da un facile calcolo, il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, composto per lo più da progetti immediatamente cantierabili avendo già espletato i necessari iter burocratici, ne creerebbe oltre 47.000, dando anche un importante contributo alla ripresa occupazionale".
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DISSESTO IDROGEOLOGICO: "UFFICIO UNICO DI PIANIFICAZIONE, POSSIBILE UN SISTEMA DI ALLARME IMMEDIATO"
Il convegno di studio sul dissesto idrogeologico del territorio messinese che si è svolto questa mattina nel Tempio di CRISTO RE, proposto dall’associazione di volontariato e protezione civile “Mari e Monti 2004 ONLUS” con la fattiva collaborazione del Centro studi “Pace e libertà”, ha affrontato diversi aspetti della questione della messa in sicurezza del territorio con uno sguardo ai programmi per specifiche linee di intervento.Il convegno, moderato dal dott. Orazio Costa, organizzato con il concorso dell’Assemblea regionale siciliana e con il patrocinio del Dipartimento regionale di Protezione civile, del Comune di Messina, della Provincia regionale, del CESV e dell’Ordine degli Architetti, ha fornito un contributo alla questione della messa in sicurezza del territorio.In apertura dei lavori, il presidente del Centro Studi “Pace e libertà”, Tommaso Barone, ha sottolineato come il convegno odierno sia stato voluto per un contributo costruttivo alla problematica.Importanti gli interventi sul piano tecnico con la presenza del professore Franco Ortolani, ordinario di geologia e direttore del Dipartimento pianificazione del territorio all’Università Federico II di Napoli.Il professore Ortolani, che si è occupato di eventi alluvionali con pubblicazioni e studi specifici, accogliendo l’invito degli organizzatori del convegno per  affrontare la problematica della provincia di Messina ha evidenziato la necessità di migliorare i piani di protezione ambientale e dei cittadini attraverso l’attuazione di un concreto sistema di prevenzione. E’ stato evidenziato come è possibile mettere a punto semplici ed efficaci piani di protezione civile locale con l’attivazione di un Sistema di allarme idrogeologico immediato attraverso pluviometri e moderni sensori meteo. Un sistema da attivare all’interno di un coordinamento integrato di protezione civile.Nel corso del convegno che ha visto la partecipazione di rappresentanti degli ordini, esperti e volontari, è stato inoltre evidenziato come appare necessario un maggior coinvolgimento della popolazione nel piano di protezione civile perché lo stesso diventi uno strumento operativo. Nel suo intervento, il presidente dell’associazione di volontariato e protezione civile “Mari e Monti”, Massimo Minutoli, ha infatti sottolineato come “l’esposizione del prof. Ortolani ha dato modo di approfondire l’importanza delle attività di prevenzione da attuare per la mitigazione del rischio da dissesto idrogeologico. Bisogna attuare tutti i correttivi necessari a colmare le lacune presenti - ha evidenziato Minutoli –. Appare necessaria l’unificazione degli enti in un UNICO UFFICIO DI PIANIFICAZIONE COMPOSTO DA TUTTI I RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI INTERESSATI AL PROBLEMA”. “Questa proposta – ha aggiunto Minutoli –, peraltro oggetto di attenzione di alcuni organi politici che hanno avanzato specifica richiesta agli uffici competenti, potrebbe essere presa in considerazione da subito attraverso una conferenza tra i vari uffici”. Nel suo intervento, il presidente dell’associazione in relazione ai piani di protezione civile ha appunto evidenziato come “va valorizzato il lavoro svolto dal dipartimento comunale, nonostante le ristrettezze economiche dell’ente ma molte cose andrebbero riviste per avere maggiore incisività sulla cittadinanza. Ad esempio – ha fatto presente Minutoli -, a nostro avviso è stato utile avere predisposto tutta la segnaletica relativa al piano di emergenza della città ma molti cittadini sconoscono totalmente il loro significato. Ecco l’importanza dell’informazione attraverso incontri con la società civile, le comunità religiose, le associazioni di semplici cittadini che si occupano di attività diverse della protezione civile e  gli enti pubblici. Non è più tempo di demandare nulla e solo con un lavoro di gruppo si potranno risolvere i vari problemi, superando le competenze e le responsabilità”.Tra i contributi di oggi anche quelli arrivati direttamente dai componenti del Gruppo di lavoro dell’Associazione “Mari e Monti” che si sono soffermati sulla gestione dei rischi territoriali, prendendo ad esempio il territorio della terza circoscrizione e proponendo di predisporre specifici piani d’ambito all’interno delle realtà circoscrizionali oltre che di promuovere un’attività di formazione ed informazione.

sabato 21 aprile 2012

COMUNICATO STAMPA SNAF – FNA “ Calabria, sia garantito il pagamento degli stipendi entro il 25 aprile” .

                      
                                     
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                    SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO FORESTALI
Sindacato di settore della FNA-CONFSAL

COMUNICATO STAMPA  SNAF – FNA  
“ Calabria,  sia garantito
il pagamento  degli stipendi entro il 25 aprile” .

COME FORZA ATTENTA ALLE PROBLEMATICHE SOCIALI NON POSSIAMO FARE A MENO DI RICORDARE ALLE ISTITUZIONI REGIONALI CHE È FONDAMENTALE CONCRETIZZARE IL PAGAMENTO DELLE SPETTANZE DOVUTE NEI TEMPI INDICATI NEL PRECEDENTE COMUNICATO SNAF – FNA DEL 11 APRILE 2012,  VISTO CHE QUESTI LAVORATORI ANTICIPANO MENSILMENTE LE SPESE PER SVOLGERE IL PROPRIO LAVORO E QUINDI ESPLETARE CON LE PROPRIE MACCHINE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE ED ININTERROMPIBILE, PER POI VEDERSI ACCREDITATO CON NOTEVOLE RITARDO UNO STIPENDIO DA FAME….
DA ISTITUZIONE SINDACALE, NON POSSIAMO CHE ESSERE CONSAPEVOLI DELLE PREOCCUPAZIONI DEI TANTI LAVORATORI E RITENIAMO SIA GIUSTO CHE, LE ISTUTUZIONI REGIONALI E LE OPPOSIZIONI RESPONSABILI CHE HANNO DICHIARATO PUBBLICAMENTE ED IN SEDUTA DI CONSIGLIO REGIONALE LA NECESSITÀ DI RISOLVERE QUESTA VERGOGNOSA VICENDA DI PRECARIETÀ SOCIALE ED AMBIENTALE, SIEDANO ALLO STESSO  TAVOLO PER RISOLVERE E CHIUDERE DEFINITIVAMENTE QUESTA VICENDA ENTRO GIUGNO 2012, ANCHE PERCHÉ RITENIAMO CHE SIA INDISPENSABILE E FONDAMENTALE NON FAR PESARE SULLE FAMIGLIE DI QUESTI LAVORATORI SITUAZIONI GIA’ DI PER SE PESANTI, VORREMMO FAR RIFLETTERE LE ISTITUZIONI SU CIO’  CHE SI STA CONSUMANDO AI DANNI DI QUESTI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE. SE IL CONTRATTO DI LAVORO RESTERA’ PART TIME A 20 ORE… SI DETERMINERÀ UN DANNO DI ESPLETAMENTO DI UN SERVIZIO CONCRETO, PUBBLICO, ESSENZIALE ED ININTERROMPIBILE…. UN DANNO ECONOMICO PER I LAVORATORI DAL PUNTO DI VISTA CONTRIBUTIVO… UN DANNO SOCIALE POICHE’ LE FAMIGLIE NON POSSONO VIVERE CON CIRCA 700 EURO AL MESE… !
QUINDI  SENTIAMO IL DOVERE DI CHIEDERE A LEI PRESIDENTE SCOPELLITI DI INTERVENIRE IN MANIERA ENERGICA AFFINCHE’ SIA POSTA LA PAROLA FINE A QUESTA SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIALE ED AMBIENTALE,  ANCHE PERCHE NON POSSIAMO DIMENTICARE QUANTO LEI E’ SENSIBILE ALLE PROBLEMATICHE INERENTI L’AMBIENTE E LO E’ STATO ANCHE IN PASSATO  QUANDO DA SINDACO DELLA CITTA’ DI REGGIO CALABRIA  RICORDAVA E SOSTENEVA  A PIU’ RIPRESE “ CHE IN MATERIA DI ASSETTO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO L’ATTIVITA’ DI PREVENZIONE CARATTERIZZA LA FASE PRODROMICA DEGLI AVVENIMENTI CALAMITOSI CHE PURTROPPO, CON ATTESA CADENZA STAGIONALE, INPERVERSANO SULLA NOSTRA REGIONE, ARRECANDO PROFONDI STRAVOLGIMENTI NATURALI, ACCOMPAGNATI SPESSO DA EVENTI LETALI… ANCORA LEI DICEVA … OCCORRE PERO’ CHE, INDIVIDUATI I  SERVIZI REGIONALI DI SORVEGLIANZA, QUESTI VENGANO INVESTITI DELLE LORO PREROGATIVE, NON INTRALCIATI, MA SORRETTI NELLE RICONOSCIUTE COMPETENZE, SPECIE QUANDO SONO PREVISTI NELLA NORMATIVA, E’ NECESSARIO LEGITTIMO OLTRE CHE PUNTUALE, SUPPORTARE SERVIZI COME LA SORVEGLIANZA IDRAULICA, SERVIZIO ESPLETATO DAL PERSONALE IN UN DECENNIO, IN MODO EFFICIENTE TALE DA ESSERE STATO UTILIZZATO PER REALIZZARE IL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO CALABRESE “.
PREGIATISSIMO PRESIDENTE,  PENSIAMO IN CUOR NOSTRO CHE LEI OGGI NON ABBIA CAMBIATO OPINIONE SU QUESTE GIUSTE RIFLESSIONI E LE RITENIAMO SINCERE CONSIDERAZIONI ALLE QUALI INTENDE DARE SEGUITO ESSENDO LEI OGGI IL GOVERNATORE DI UNA REGIONE DA RIGENERARE E QUINDI RICOSTRUIRE IN MODO SANO MODERNO ED INNOVATIVO RIVOLUZIONANDO TUTTE QUELLE SITUAZIONI CHE IN PASSATO HANNO DEPRESSO L’IMMAGINE E DI CONSEGUENZA LO SVILUPPO DELL’INTERO TERRITORIO CALABRESE….!!!!
ALLA LUCE DI QUANTO GIA’ DETTO, PER CONCLUDERE QUESTA BREVE NOTA, RITENIAMO IMPORTANTE  EVIDENZIARE ALCUNI PUNTI CHE DEVONO TROVARE ATTUAZIONE
 CHE
1°) SIANO PAGATI GLI STIPENDI ENTRO E NON OLTRE LA DATA DEL 25 APRILE 2012

2°) CI SI ATTIVI DA SUBITO ENTRO IL MESE DI GIUGNO PER ADEGUARE L’ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO A QUANTO PREVISTO DALLE LEGGI VIGENTI IN MATERIA DI DISSESTO IDROGEOLOGICO E QUINDI GARANTIRE UN SERVIZIO DI SORVEGLIANZA E MONITORAGGIO IDROGRAFICO FULL TIME.

3°) L’INSERIMENTO DEL SERVIZIO, COME CI SEMBRA OVVIO, IN UN PERCORSO NATURALE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO.

4°) ATTUARE, COME DA DELIBERA DEL 14 SETTEMBRE 2010 N° 602, L’ISTITUZIONE DEI 14 PRESIDI IDRAULICI SU TUTTO IL TERRITORIO DELLA CALABRIA.

SEMBRA TANTA CARNE AL FUOCO, MA SONO PUNTI NECESSARI AFFINCHE’ SI METTA IN ATTO QUELLA FATIDICA E TANTO DESIDERATA AZIONE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E DIFESA DEL TERRITORIO. QUESTI PUNTI RAPPRESENTANO A NOSTRO PARERE ELEMENTI FONDAMENTALI PER RILANCIARE L’IMMAGINE DELLA NOSTRA REGIONE. 

Catanzaro, 19 Aprile 2012                                      
                                                                            La  Segreteria  Regionale
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IL SINDACATO SNAF-FNA a fianco del Servizio REGIONALE DI MONITORAGGIO IDROGRAFICO

COMUNICATI STAMPA - RILEGGETE QUESTI PRECEDENTEMENTE PUBBLICATI 
( clicca sulle immagini per vederle più grandi e leggibili )










Classmeteo Show - Emergenze ambientali: l'importanza della comunicazione



 Emergenze ambientali: l'importanza della comunicazione



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Eccezionale video Nasa mostra in 3 minuti le correnti di mari e oceani del Pianeta. Immagini imperdibili

La visualizzazione non prevede una narrazione o notazioni di alcun tipo. Lo scopo è utilizzare i dati relativi agli oceani per creare un’esperienza semplice e coinvolgente“: così la Nasa ha descritto il video di 3 minuti  in cui il nostro pianeta mostra la propria natura liquida e svela la vita segreta degli oceani, perpetuamente agitati da correnti superficiali e sotterranee. Sembra di assistere a una fiction, ma ogni fotogramma è una simulazione della realtà. Fissata in 182 secondi, c’è la storia a ritmo accelerato dei movimenti marini tra il giugno 2005 e il dicembre 2007, elaborati sulla base delle osservazioni satellitari.“Oceano perpetuo” – è il titolo dell’opera – è stato prodotto grazie alla quantità imponente dei dati raccolti dall’ente spaziale americano e dal “Jet Propulsion Laboratory”. Insieme hanno ideato il progetto “Ecco2″. Acronimo di “Estimating the circulation and climate of the Earth, phase II”, indaga un meccanismo che agli occhi dei ricercatori resta un affresco sfuocato: il ruolo dei mari nelle oscillazioni del clima. Il che significa, tra l’altro, delineare le prossime evoluzioni di elementi-chiave come l’acidificazione delle acque, le concentrazioni di CO2 e le temperature, sotto e sopra la linea delle onde.

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Previsioni Meteo: a fine mese arriva l’estate, prima ondata calda della stagione con picchi di +30°C al centro/nord



Le temperature previste a 850hPa per domenica prossima, 29 aprile
La forte instabilità e le piogge record di questo Aprile in molte zone d’Italia, specie nelle tirreniche centro/meridionali, stanno per esaurirsi e ben presto a governar la scena meteorologia del settore centrale del Mediterraneo saranno le cellule di alta pressione.
La cellula altopressoria azzorriana avrà anche una netta componente africana soprattutto dopo il 25 Aprile, giorno della Liberazione che si preannuncia già abbastanza caldo per la Sardegna, da dove partirà la prima ondata di calore della Stagione 2012.
Sarà dunque dal basso Mediterraneo a dal nord Africa, dal settore marocchino, che risalirà la prima seria bolla calda che spingerà verso l’alto i termometri italiani, con, soprattutto nelle zone interne del centro/nord, nelle aree lontane dal mare e nelle valli interne, si soffrirà il primo caldo moderato contemperature anche di 8-10°C sopra media.
Sarà la prima vera “botta” estiva in piena regola di questo 2012, sembrerà una sorta di estate in anticipo: così la bella stagione tenterà di metter radici intorno al nostro Paese, anche se sappiamo benissimo che siamo ancora in un periodo dell’anno dove si hanno frequenti sbalzi termici e una situazione barica del genere non è affatto rara, anzi., probabilmente arriva in ritardo.

L'eccezionale ondata di calore del 25 marzo 2001 sul Sud Italia
Basti pensare al marzo del 2001 quando un’onda calda eccezionale mandò valori sopra media al Sud e Sicilia dove si ebbero massime anche di oltre+32/+33°C o altre ondate di calore pre-estive in Primavera possono verificarsi specialmente nella bassa Europa tra Spagna, Portogallo e Italia, zone vicine al Continente africano.
Quindi non è raro avere a che fare a fine aprile con ondate di caldo del genere, anzi è una cosa normale e il fatto che quest’anno siamo arrivati addirittura quasi a maggio senza temperature superiori ai+27/+28°C, toccati solo per qualche giorno a fine marzo al centro/nord, e mai oltre i +24/+25°C al sud ci dimostra come abbiamo avuto una prima parte di primavera decisamente fresca, soprattutto ad aprile.
La situazione dunque cambierà nettamente, come spiegato nei nostri precedenti bollettini a lungo termine dove abbiamo paventato l’ipotesi di quest’ondata di calore in anteprima assoluta nazionale: la risalita SubTropicale verso il nostro Paese sarà affiancata da un’oscillazione fredda atlantica in pieno Oceano e nella Penisola Iberica dove ci saranno forti piogge.
Questa “mossa” barica sullo scacchiere Europeo, inevitabilmente consentirà la spinta africana nella come flusso pre/frontale del vuoto barico che sarà nel Mediterraneo occidentale poco ad Ovest della Sardegna e che consentirà la risalita di masse d’aria abbastanza calde, con isoterme anche superiori ai+15°C a 850hPa soprattutto in Sardegna e al centro/nord.
Molto probabilmente i primi +30°C stagionali saranno lambiti o raggiunti in molte zone interne e nelle valli lontane dal mare a spasso della Penisola ma soprattutto al centro/nord, anche se ancora è da vedere dove la lingua più calda si potrebbe fiondare in modo più diretto: su questo ci aggiorneremo nei prossimi bollettini, continuate a seguirci.
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