sabato 5 maggio 2012

LA CONSIDERAZIONE DI UNO DEI 300 DEL SERVIZIO DI MONITORAGGIO IDROGRAFICO


 VIII LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
63.
SEDUTA DI GIOVEDI 12 MARZO 2009
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE BOVA
E DEL VICEPRESIDENTE ANTONIO BORRELLO


“Sulle misure straordinarie adottate dalla Regione Calabria in occasione degli ultimi eventi calamitosi verificatisi su tutto il territorio calabrese -
PRESIDENTE
Prego, Presidente Loiero, ha la parola per la sua informazione e relazione al Consiglio.
Agazio LOIERO, Presidente della Giunta regionale
Ho detto in maniera informale al Presidente del Consiglio che sentivo il dovere di dare una informativa su questa fase difficile del rientro che dobbiamo fare in sanità, ma anche di dare una informativa degli incontri che ho avuto a Roma col ministro Sacconi e con altri membri del Governo su questo tema così delicato, scottante e difficile.
Cercherò di fare una relazione, non lunga, perché non vi voglio tediare con cifre. Devo dire che queste alluvioni che ci sono state questo fine e inizio di anno, come ognuno di voi sa perché vive sul territorio, hanno davvero prostrato questo nostro difficile e complicato territorio.
L’hanno prostrato perché il territorio nostro, la Calabria, è molto fragile e sotto l’aspetto orografico è abbastanza permeabile. Sappiamo che è così dalla storia della nostra regione, da quello che hanno sempre raccontato gli storici. Sappiamo che se un territorio è non curato può andare a male proprio come è avvenuto.
Non so se capita anche a voi, ma quando piove per molti giorni di seguito e per molte notti, io ho sempre paura – dico una mia impressione personale -, perché ho sempre collegato la mia memoria, la mia fantasia proprio a fatti luttuosi che l’acqua e la pioggia ci porta. Poi naturalmente non c’è stata una grandissima cura di questo territorio.
Tenete anche conto che la cura di un territorio che fa parte di un contesto unitario nazionale è sicuramente compito della Regione ma anche delle Istituzioni nazionali. Questo lo voglio dire perché altrimenti non si farebbe parte di un contesto unitario.
Anche questa volta ho avuto l’impressione da subito che ci potessero essere danni enormi. Sapete che ciclicamente ci sono morti. Devo registrare che anche questa volta due persone della mia città sono morte per una fatalità incredibile.
Purtroppo, in questo territorio come in nessuna regione d’Italia, la natura finisce per vendicarsi per la cura, proprio, che noi non diamo al territorio stesso.
D’altra parte, ogni qualvolta si verificano degli eventi alluvionali la Calabria subisce danni, ferite ingenti, come dicevo prima, a causa della sua particolare situazione orografica e territoriale aggravata, sicuramente, dalla non adeguata attenzione rivolta alla difesa di questo territorio a tutti i livelli specialmente in questi ultimi 30 anni. Paradossalmente, tutto questo coincide con la nascita delle Regioni.
Ricordo – e lo voglio dire per chi ha memoria di queste cose – che l’assessore all’urbanistica della prima legislatura, il compianto Aldo Ferrara, fece una legge sulle coste che non permetteva di costruire se non a 300 metri dalla battigia.
Malgrado ci fosse una legge che era stata anche osannata sulla stampa nazionale, poi le costruzioni pullularono senza che vi fossero sanzioni. La mancanza di sanzione che c’è spesso da noi è qualcosa che di fatto ha devastato l’intero territorio.
Ora questa consapevolezza ha spinto me e l’intera Giunta regionale a prendere decisioni immediate in questi mesi e disporre azioni di pronto intervento  unitamente alle amministrazioni provinciali.
Certo, non abbiamo aspettato il mese di marzo per cercare di affrontare e risolvere ai vari livelli le difficili situazioni che si sono create all’interno dell’intero territorio regionale, consapevoli che una regione orograficamente difficile come la Calabria impone interventi strutturali di lunga portata che dobbiamo, insieme, avviare immediatamente e che fino a poco fa non sono stati affrontati in maniera globale.
Basti pensare che oggi l’attrezzatura del territorio, il consolidamento delle aree degradate, la bonifica dei siti inquinati, la difesa delle coste, per citare alcuni dei grandi interventi necessari, richiederebbero risorse per decine di miliardi di euro.
Come ci siamo mossi? Io voglio dare – come ho sempre fatto nelle questioni più importanti – un resoconto molto capillare al Consiglio di cui sono espressione.
Il Governo nazionale è stato sensibilizzato a 360 gradi. Nel mese di gennaio il sottosegretario Bertolaso si è incontrato con la Giunta e con tutti i sindaci interessati prendendo precisi impegni, tra l’altro, in ordine alla costituzione di un tavolo interistituzionale per l’elaborazione di un programma strutturale sulla difesa del suolo e sulla mitigazione dei rischi idro-geologici ed idraulici.
Dopo l’incontro con Bertolaso, ci siamo mossi velocemente per stimolare il Governo a reperire le risorse finanziarie necessarie per far fronte agli interventi conseguenti sia agli eventi dei mesi di novembre e dicembre 2008 che quelli relativi a gennaio 2009.
Nel mese di febbraio abbiamo lavorato a due livelli. La quantificazione dei danni da parte delle strutture competenti che hanno fatto un eccellente lavoro insieme con la protezione civile nazionale anche nella prestazione dei primi soccorsi.
Abbiamo tenuto un secondo incontro con i sindaci ( che sono stati informati dell’attività svolta a loro favore) evidenziando la necessità che essi stessi si facciano promotori affinché tutti i cittadini sappiano quali siano le vere priorità, rispetto ad un contesto regionale che è difficilissimo dal punto di vista genetico-territoriale ma anche martoriato dall’incuria del passato a tutti i livelli e dalla mancanza di una vera cultura di rispetto del territorio stesso da parte di noi stessi calabresi.
A questo incontro con i sindaci, presente Bertolaso, io mi sono permesso di invitare tutti i capigruppo di questo Consiglio. Questo perché la situazione è veramente difficile e complicata se si considera che gli eventi alluvionali del periodo novembre-dicembre 2008 hanno provocato danni per oltre 700 milioni di euro.
Quelli di gennaio in via presuntiva dovrebbero superare i 500 milioni di euro per un ammontare complessivo di 1.200 milioni, cioè 1 miliardo 200 milioni di euro.
A fronte di questi eventi, il Presidente del Consiglio dei ministri ha emesso due ordinanze: una di gennaio e l’altra di febbraio 2009. Purtroppo le risorse finanziarie messe a disposizione a livello di Governo nazionale per questa grave calamità non superano i 60 milioni di euro e 5 milioni di questi 60 sono ancora da accertare a fronte della prima ordinanza; 15 milioni di euro a fronte della seconda e 40 milioni di euro quale impegno del Governo nel medio-periodo che costituiscono solo il 5 per cento dell’ammontare delle risorse necessarie per affrontare la situazione attuale e certamente non in modo definitivo.
Quindi, in tutto, a nostra disposizione è stato messo dal Governo nazionale in queste tranche 45, 15 e 5 per un totale di 60 milioni di euro.
Per quanto riguarda la somma urgente novembre-dicembre 2008, l’ammontare dei danni è di circa 30 milioni di euro mentre per il mese di gennaio saranno i Prefetti in quanto soggetti attuatori a quantificare l’ammontare delle risorse necessarie per far fronte ai danni subiti ai diversi livelli.
Una prima riunione con i prefetti è stata fissata, appunto, per venerdì domani 13 marzo.
La Regione Calabria con fondi propri ha stanziato per la somma urgenza 16 milioni di euro a cui si dovrebbero aggiungere quelli vincolati sull’apposito capitolo di bilancio della protezione civile che si aggirerebbero intorno a 10 milioni di euro.
Questo significa che per la sola somma urgenza tra i fondi nazionali e quelli regionali si potrà far fronte, verosimilmente, ai bisogni immediati.
Per quanto riguarda, invece, gli aspetti più strutturali, la Regione dovrà destinare una parte dei Por alla ricostruzione del territorio.
Dovremmo sacrificare una parte delle azioni strutturali già, peraltro, programmate prima degli eventi calamitosi a favore di questa emergenza.
A questo proposito abbiamo effettuato una prima stima delle risorse potenzialmente destinabili alla difesa del suolo per la nostra regione per un ammontare complessivo di 1 miliardo e 300 milioni di euro.
Vi dirò adesso da dove prendiamo tutti questi soldi. Naturalmente abbiamo pensato ad una cifra molto grande perché sappiamo che a tutto il territorio sono state inferte una serie di ferite complicate e difficili da curare. Riteniamo che la nostra regione proprio per le condizioni fisiche in cui versa secondo noi è da curare in profondità.
Ora io voglio dire anche questo. Vedete che questi soldi che finalizziamo alla cura di questo nostro difficile e complicato territorio – ripeto questo concetto – sono naturalmente risorse che noi sottraiamo – come ho detto poc’anzi- ad altri programmi.
I soldi che ci vengono dalla Comunità europea non sono infiniti, hanno poi margini oltre cui non si può andare.
Dico questo perché dobbiamo avere consapevolezza di questa realtà.
Nel momento in cui con un certo potere discrezionale, che solo la politica può dare, noi finiamo per finalizzare una cifra così grande – circa 1 miliardo di euro, ripeto – e la Regione finalizza questa cifra alla cura di queste ferite che sono state inferte al nostro territorio, dobbiamo tutti sapere che li sottraiamo ad altri programmi. Sappiamo anche che c’è una gerarchia di bisogni molto fitta in Calabria, l’abbiamo spesso detto, e questo dobbiamo saperlo.
Questo vorrei che se ci sarà oggi – come spero – un dibattito su questo vi esprimeste tutti, maggioranza e opposizione.
Da dove prendiamo questi soldi? Intanto prendiamo 200 milioni dalla delibera Cipe 35 del 2005 e dalla numero 3 del 2006.
Poi ci sono risorse del Por Calabria 2000-2006 nella misura di 123 milioni e 500. Risorse del bilancio regionale di 35 milioni di euro; risorse del Por Calabria-Fesr 2007/2013 e sono circa 90 milioni di euro.
Risorse del Por Calabria-Fas 2007/2013 per 425 milioni di euro e rotti… faccio sempre fatica a dire le altre cifre. Risorse del Psr-Fesr 2007-2013 per 30 milioni di euro.
Poi ci sono, ma queste sono solo ipotizzate, le risorse di provenienza nazionale: fondi infrastrutture strategiche per 400 milioni di euro.
Ora molte cose dovremmo – come avete visto - farcele da soli visto che tutto il Mezzogiorno versa in una situazione di grandissima difficoltà e lo voglio dire senza fare alcuna polemica. Se voi ricordate, quando nel settembre 2000 ci fu la tragedia di Soverato, è vero che i morti non furono 2, ma allora ci fu un impegno del Governo.
Ricordo – allora facevo parte immeritatamente di quel Governo – che il giorno dopo ci fu un Consiglio dei ministri solo sulla questione Calabria, dove io potei parlare perché ero stato tutta la notte a Soverato dove avevo incontrato le famiglie di chi era morto, i superstiti. Potei tracciare anche una idea di Calabria così come l’abbiamo sempre vissuta e ci fu anche una consistente presa di posizione del Consiglio dei ministri. Anche allora, non era una stagione molto florida, ci fu uno stanziamento molto forte.
Oggi, obiettivamente, con la crisi che c’è e che non faccio fatica a riconoscere che è più accentuata di quanto non fosse nel 2000 ma anche perché sarebbe sciocco non dirlo – io lo voglio dire con estrema franchezza –,  sapete che quando si tratta di finalizzare risorse a favore del Mezzogiorno ci sono partiti anche nel Governo, indipendentemente dai desideri del Presidente del Consiglio, c’è un blocco che è abbastanza diffuso.
Io queste cose ve le dico. Noi con i Fas stiamo pagando gli ammortizzatori sociali che sono quasi tutti nel nord. Questo sta avvenendo, e capisco che quando esplode una crisi i territori più colpiti sono quelli che tirano di più anche rispetto a quelli che tirano di meno. Questa è l’impostazione.
E c’è una giustificazione, una crisi che è globale, non è solo quel che avviene nelle società quotate in borsa, ma anche cogliendo gli umori del Paese, il sentire comune, si sa che è una crisi molto stringente e questo mette in difficoltà il Governo, lo dico con estrema franchezza.
Quindi, ritornando a far quella disamina e quella analisi delle cifre, con la seconda ordinanza emanata dal Presidente del Consiglio dei ministri, datata 18 febbraio 2009, viene attuato il Decreto Dpcm 30 gennaio 2009 che ha dichiarato lo stato di emergenza in Calabria.
Voglio riconoscere e qui lo voglio dire in chiave istituzionale a Bertolaso il rispetto degli impegni assunti anche a nome del Governo. Prendiamo atto della importanza e dei contenuti di questa ordinanza, che non si limita solo agli aspetti emergenziali ma prevede da parte del commissario delegato, cioè del Presidente di questa Regione, la costituzione di un coordinamento, di un Comitato di indirizzo per un’azione coordinata di tutte le amministrazioni preposte alla gestione e governo del territorio per affrontare in maniera strutturale il dissesto idrogeologico ed idraulico in Calabria.
Per quanto ci riguarda, a parte gli strumenti finanziari che la Regione metterà a disposizione, verrà creata una struttura di coordinamento di cui faranno parte protezione civile regionale, dipartimento dei lavori pubblici ed autorità di bacino per assistere il Presidente in quanto commissario delegato sia nella fase emergenziale che nella fase di elaborazione del piano generale degli interventi per il governo del territorio previsto dalla seconda ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri. Coordinare direttamente, gli uffici periferici di prevenzione e pronto intervento sia di competenza regionale che di competenza provinciale e comunale ai fini del monitoraggio e dell’assistenza ai comuni interessati.
Collaborare con i prefetti in quanto soggetti attuatori per il superamento dell’emergenza, verrà mobilitato anche l’Afor ed i forestali. Collaborare con le province per quanto di loro competenza. Inoltre verranno costituiti 5 nuclei provinciali operativi per i sopralluoghi e l’accertamento dei danni.
A livello più strutturale per come previsto, tra l’altro, dall’ultima ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, il commissario provvederà a rafforzare il servizio regionale di protezione civile assicurando il massimo raccordo tra centro funzionale e sala operativa.
Sia l’ufficio dei sindaci che la protezione civile regionale si stanno coordinando per garantire ai comuni la massima assistenza, anche per gli aspetti procedurali relativi alla preparazione delle schede, degli interventi indifferibili e di quelli più strutturali da inserire nel piano generale degli interventi.
Naturalmente stiamo attivando con il Formez un piano di formazione per le amministrazioni comunali in ordine al pronto intervento, intendiamo riorganizzare appieno il volontariato e creare una federazione tra le associazioni di volontariato per un migliore utilizzo delle risorse umane.
Anche per i forestali intendiamo dare mandato al commissario dell’Afor di concerto con i consorzi di bonifica di predisporre un programma di manutenzione straordinaria dei corsi d’acqua e di interventi di ingegneria naturalistica, che consentirà un utilizzo più produttivo degli addetti alla conservazione del suolo per il superamento di questa emergenza.
Mi fermo qui adesso, non voglio leggere gli altri allegati.
Come avrete visto abbiamo cercato di rispondere ad una richiesta che ci veniva avanzata in maniera fortissima da tutti i sindaci della Calabria, specialmente da coloro che hanno subito più danni. Di recente sono andato a Fagnano ed ho visto in che condizioni è ridotto lo stesso cimitero.
C’è, obiettivamente, da parte dei sindaci, delle amministrazioni provinciali una richiesta che viene e che fa parte di tutto quello che è il passato – lo voglio dire –, la storia di questa Regione. Noi abbiamo voluto assumere questo impegno davanti ai calabresi ed investiamo, naturalmente, come ho detto una cifra enorme.
Spero di avere sotto questo aspetto anche il consenso di quest’Aula.
Se posso adesso, Presidente, vorrei dire due cose sulla situazione sanitaria che abbiamo, così informo anche il Consiglio regionale di quello che sta capitando in questo confronto col Governo nazionale.
All’inizio della scorsa settimana ho incontrato il ministro Sacconi. Prima l’ho visto da solo e gli ho spiegato qual è la situazione per come la stiamo vivendo in Calabria. Ovviamente, poi ci siamo incontrati con la squadra del ministro, col “tavolo Massicci”, con il Gabinetto. Siamo andati con la nostra squadra.
Qual è la situazione? Intanto l’advisor nostro, “Kpmg”, ha stabilito che il disavanzo ammonterebbe - e perché dico “ammonterebbe”? – ad 1 miliardo 700 milioni di euro.
Naturalmente questo ammontare è il prodotto dell’analisi dei bilanci così come i manager li inviano a livello nazionale e a livello regionale.
Perché vi dico questo? Perché uno dei primi problemi che è sorto nel confronto col ministro della salute, uno dei primi nodi che dobbiamo sciogliere su cui c’è molta attenzione severa da parte del Governo è che molto spesso il monitoraggio della spesa, quella della Regione Calabria sembra quella meno credibile.
Vi dico questo perché come ha fatto notare l’advisor, questa azienda che è di grande qualità, “Kpmg” e che ha mandato il Governo, per prima cosa ha diviso il disavanzo.
Ha detto che – io ce l’ho in atto nei documenti qui – una parte del disavanzo è attribuibile agli anni 2001,2002,2003,2004 e questo ammonta a 870-880 milioni di euro.
Quindi quelli della passata gestione anche se naturalmente il sottoscritto si fa carico sia della gestione in cui noi non eravamo al governo che di questa, ovviamente. Perché nella funzione istituzionale del Presidente - come ben sapete – e di tutta la Giunta c’è una continuità politica ed amministrativa che è impossibile disconoscere.
Ora voglio dire che negli anni che vanno dal 2002-2003 al 2004 era stato elaborato un piano di rientro nella passata legislatura che era passato indenne dal “tavolo Massicci”. Questo tavolo del Ministero dell’economia aveva validato per tutti e tre questi anni i conti che la Regione Calabria aveva presentato.
Ora, dal lavoro fatto dagli advisor quei conti non sono risultati congrui perché si è registrato un grande disavanzo anche per quegli anni. Perciò,  anche il pregiudizio che in questo caso non faccio fatica a ritenere legittimo è che se non c’è un monitoraggio attendibile dalla stessa, se anche loro finiscono per validare un bilancio che poi non è veritiero, questo ci mette in grandissima difficoltà.
Questo lo voglio dire alla maggioranza ed alla minoranza ed è un problema che abbiamo davanti. Rispetto a questo problema e con la divisione matematica del disavanzo appartenente ad una fase storica e all’altra, il ministro vuole che sia costruito subito un piano di rientro e vuole che sia costruito in un paio di settimane.
Capite che non solo è difficilissimo costruirlo in due settimane,  ma loro partono anche dall’idea che il monitoraggio non è attendibile e questo è un problema molto grande per noi perché loro pretendono che noi si tagli molto, nel personale, per esempio.
Sapete che in quella relazione che feci sulla sanità in quest’Aula vi diedi le percentuali sulla presenza del personale nelle Asp, nelle aziende che in una misura sia quella amministrativa che medica che paramedica, in una misura molto più alta-… adesso non voglio ripetere le cifre-, rispetto alla Regione del nord più esposta noi siamo molto più alti.
Loro vorrebbero una falcidia nel personale. Loro pensano – vi dico queste cose – ad un blocco del turn-over, ad un blocco molecolare di tutte le aziende, guardando ai contratti sindacali fatti azienda per azienda. Vorrebbero che due persone di Kpmg fossero permanentemente in tutte le Asp ed in tutte le aziende. Vorrebbero, per esempio, che tutta la parte farmaceutica fosse gestita in una certa qual misura. Naturalmente tutte cose su cui noi abbiamo grandissima difficoltà.
Abbiamo detto che tutto quello che riguarda beni e consumo di un’Asp;  abbiamo cominciato a dire che abbiamo una Sua i cui i vertici si sono già insediati. Una Stazione unica appaltante che è un merito prevalente di questo Consiglio, che quell’esempio di gare falsate che sono completamente diverse da Asp ad Asp non avverranno più perché ci saranno una serie di acquisti che saranno fortemente centralizzati e che varranno per tutto il territorio e per tutta la sanità calabrese.
Sono cose che si faranno. Loro vogliono il rientro oggi su questo ed io l’ho detto l’altra volta, vogliono un controllo molto specifico in coerenza col piano che dobbiamo fare e capillare anche sui pagamenti pregressi, sul debito.
Capite bene che può esplodere se i conti non saranno tutti a posto, anche per il passato, qualcosa che non è più controllabile.
Queste cose ve le ho volute dire e scusate anche la maniera un po’ disordinata con cui vi do queste informazioni.
Ovviamente che significa questo? Che noi intendiamo abbandonare la sanità calabrese, o che non intendiamo rispettare i Lea nel nostro territorio? Assolutamente no. Per fortuna ci troviamo proprio oggi a dover esaminare un Piano sanitario che avevamo immaginato in un momento specifico della storia sanitaria quando tutti questi bubboni non erano venuti alla luce. Per fortuna ci troviamo, per esempio, sui territori.
Noi non possiamo più continuare ad aver tutte queste possibilità di arrivare in ospedale con grandissima facilità; sono tantissimi i ricoveri inappropriati che avvengono in ospedale proprio in carenza di una medicina del territorio che possa svolgere un proprio ruolo sotto questo aspetto salvifico.
Abbiamo un esodo sanitario perché tutti questi incidenti hanno creato anche paura, diciamo la verità, c’è un esodo sanitario che non si blocca. C’è un esodo sanitario a cui dobbiamo mettere mano, secondo me insieme, perché qui la sanità non è né di sinistra né di destra.
Voglio dire ancora che per fortuna davanti a tutto questo quadro che è complicato e difficile alcune risorse noi le abbiamo. Penso, per esempio, alla possibilità di installare su certi territori delle case della salute che possiamo costruire con i fondi della Comunità europea.
Le stesse tecnologie le possiamo comprare anche attraverso prestiti Bei.  Sapete che c’è un rapporto che è diventato fittissimo, ci sono i 4 ospedali che stanno andando avanti velocemente. Sapete che un mese fa abbiamo presentato il progetto preliminare per l’ospedale della Sibaritide e contiamo entro giugno di appaltare quei lavori con la procedura accelerata della protezione civile, potremmo costruirlo in meno di due anni.
Accanto alle tante ombre che la sanità, purtroppo, su di noi diffonde ci sono alcune potenzialità che sono positive.
Chiudendo, mi aspetto anche su questo un po’ di confronto ci sia perché io nel giro di 4-5 giorni devo presentarmi dal ministro con un piano di rientro, per cui vorrei ascoltare qualche suggerimento.
Certo, la cosa che dico qui vorrei che fosse non solo verbalizzata in tutta la sua gravità ma si innervasse nella mente di tutti quanti.
Noi in questo momento mentre andiamo a costruire un piano di rientro non possiamo in assoluto immaginare che la sanità possa spendere un euro.
Questo lo dico in maniera formale in modo che sia ascoltato da tutti. Qual è il problema? Noi siamo identificati come Regione “canaglia”, cioè una Regione che spenderebbe sprecando e colludendo risorse che appartengono alla comunità nazionale.
Io non mi sento di accettare un epiteto o di ricevere una scudisciata del genere, ma dobbiamo fare i conti con la realtà, come essa è e non come noi la vorremmo.
Su questo chiudo qua e mi aspetto anche su questo un confronto sereno ma molto propositivo perché io – lo dico – ho bisogno anche del vostro aiuto.
PRESIDENTE
Grazie, Presidente, per la sua informazione e relazione.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Trematerra. Ne ha facoltà.
Come sappiamo, in questi dibattiti il tempo è di 10 minuti ciascuno e i colleghi dovranno aspettarsi che quando arriveranno a 9 minuti ricorderò loro che avranno ancora 60 secondi di tempo.
Michele TREMATERRA
Grazie, Presidente, cercherò di rimanere nei tempi, anzi sicuramente rimarrò nei tempi.
Ho ascoltato la relazione del Presidente, che devo dire forse è esaustiva dal punto di vista tecnico perché ci ha ricordato qual è la natura orografica del nostro territorio. Ci ha ricordato che è un territorio fragile e che sta pagando le incurie dell’uomo, ma sta anche quelle  delle amministrazioni.
Fa bene a partire da questo ragionamento il Presidente, fa bene a dire che le responsabilità si attengono al presente ma anche al passato.
Fa bene anche a voler inquadrare una prospettiva rispetto a quella che è una emergenza importante che ha messo in ginocchio la nostra terra.
Ricordiamo che in quei momenti era difficile la mobilità anche umana, raggiungere dal nord al sud, la Calabria era veramente impossibile.
Quindi capiamo come sia fragile questo territorio e quanto andrebbe accudito perché poi, dal punto di vista strutturale le ripercussioni sono state e sono anche economiche se vogliamo, anche le aziende, le attività produttive hanno pagato un prezzo rispetto a questa emergenza.
Certo, Presidente, quello che dice è vero ma a me pare di non registrare in questo – lo dico sommessamente – neanche tanta attenzione su una politica di prevenzione perché quello che lei dice lo sappiamo oggi ma lo sapevamo anche ieri.
Ci saremmo dovuti aspettare che prima o poi la natura facesse quello che naturalmente fa: si riprende un proprio territorio, e quando questa stessa non viene salvaguardata, purtroppo, succedono eventi anche delittuosi come sono successi nel recente passato e mi riferisco ad alcune vicende che hanno interessato la provincia di Vibo.
Dovremmo, allora, porre più attenzione rispetto a quelle che sono le emergenze, perché oggi parliamo del dissesto idrogeologico, ieri abbiamo parlato dell’emergenza mare, abbiamo parlato dell’emergenza sottosuolo, perché spesso non sappiamo cosa ci sia nel nostro sottosuolo ma dovremmo anche, Presidente, cercare di finirla, e questo non lo dico a lei, ma a tutti, di gestire l’emergenza.
Penso che noi dovremmo interrogarci sicuramente su come gestire l’emergenza ma su come programmare quelle politiche che devono andare verso la salvaguardia e il rispetto del territorio.
Siamo una Regione che dovrebbe essere a vocazione turistica, ma continuiamo ad avere quelle emergenze che questa stessa vocazione poi non ci fa esprimere al meglio. Ricordo una sua affermazione qualche anno fa quando si dovette scusare con l’Italia intera e con l’Europa per quello che era un problema del nostro mare.
Allora oggi che, purtroppo, siamo chiamati qui a discutere anche se su una relazione dettagliata sicuramente, ma comunque una relazione; dovremmo anche – e mi stanno bene anche alcune cose che lei ha detto e su cui subito dopo cercherò di dare il mio modesto contributo – non solo parlare dell’emergenza in quanto tale ma capire quali sono le emergenze che prima o poi ci potremmo trovare a dover affrontare.
Lo dico perché non vorrei trovarmi – caro assessore all’ambiente – a dover discutere dell’emergenza mare, un’altra volta, a giugno o a luglio. Siccome siamo a febbraio-marzo, valutiamo quale sarà l’impatto, se ci sarà questo problema.
Presidente, lei ha elencato una serie di cifre e di numeri, di quelli che sono gli sforzi che il Governo nazionale ha cercato di fare, di quelli che sono gli sforzi che la Regione sta cercando di fare, ma ha detto un dato su cui io mi vorrei per trenta secondi soffermare.
Ha detto che c’è un impegno da parte sua e dell’Esecutivo di creare un investimento importante per quella che è la salvaguardia ambientale in genere, dico così, mettendoci un po’ tutto dentro.
Voglio ricordare, Presidente, che poco tempo fa abbiamo approvato una legge di riordino delle Comunità montane. Ma una politica della montagna, delle funzioni specifiche delle comunità montane, assessore, ritengo che vadano pensate perché altrimenti ci continueremo a trovare sempre di fronte alle emergenze.
Lei parlava se ho capito bene di un miliardo di euro finalizzato a questo. Io le darei subito il mio assenso rispetto a un  tale impegno di spesa, pur sapendo che, probabilmente, investire un miliardo di euro in questo settore dovrà incidere sicuramente sulla decurtazione di altri capitoli.
Mi auguro, però, che questo, Presidente, sia frutto di un piano strategico, di una visione complessiva del problema del dissesto in genere che riguarda la Calabria e che, comunque, di queste cose il Consiglio nella sua interezza – non la maggioranza – possa partecipare e contribuire a redigere un piano straordinario di interventi.
Allora se questa è la finalità, se questo è lo scopo sicuramente rispetto ad un territorio che abbiamo, tutti noi, mortificato troverà sicuramente anche da questa parte il nostro modesto contributo………………………..”

“ LA CONSIDERAZIONE “
Siamo nel 2012 cosa è cambiato ………  cosa si stà facendo per il territorio  ………  le università si stanno svegliando perché hanno sentito tintinnio di euro ….. altre categorie si muovono con convegni e quan’altro ….. milioni di euro che arrivano per bonificare e depurare ….. E PER LA SORVEGLIANZA IDRAULICA COSA SI STA’ FACENDO …… NULLA ,  CONTRATTO PART-TIME A 20 ORE, NESSUNA ATTREZZATURA …. STIPENDI DA FAME CHE ARRIVANO SEMPRE IN RITARDO E LE MOTIVAZIONI SONO SEMPRE  OSCURE …… CI PARE CHE IL TEMPO STIA PER SCADERE ED E’ VENUTO IL TEMPO DÌ AGIRE …… E QUESTA VOLTA NON USEREMO I COSI’ DETTI PANNICELLI CALDI …. MA SAREMO PRESENTI AD AGIRE  ……… NON GUARDEREMO COLORE POLITICO O SIGLA SINDACALE ….. SIAMO STUFI SI SENTIRE IL NULLA!!

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