lunedì 22 aprile 2013

LA STORIA INFINITA DEI SORVEGLIANTI IDRAULICI DELLA CALABRIA

DAL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 22 APRILE 2013




LO SNAF ....E LA SUA POSIZIONE SU QUESTA VICENDA


Carissimo Tonino Amatruda, 


Questa mattina abbiamo avuto la soddisfazione di leggere sul QUOTIDIANO DELLA CALABRIA un tuo pregevole articolo che descrive puntualmente ed in modo inequivocabile la ormai triste e lunga storia infinita che vede protagonisti i sorveglianti idraulici della Calabria ed il servizio di Sorveglianza Idraulica Regionale che anzichè essere trattati come una risorsa (i sorveglianti idraulici) e come uno strumento utile alla mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico (il servizio di sorveglianza idraulica regionale) , sono in realtà uno strumento in mano alla politica, come dici tu, usato come cavallo di troia per definire vicende annose che grazie a questo servizio, che attrae molti fondi, potranno essere sistemate in quanto la prevenzione del rischio idrogeologico passa attraverso questo importante servizio dell'Autorità di bacino regionale ma viene lasciato alla gestione Afor come ostaggio e vacca da mungere o meglio bancomat per garantire risorse al fabbisogno di un ente, importante per la nostra terra ricca di territorio montano, che la politica da decenni ha saputo portare al tracollo finanziario foraggiando acquisti spropositati ed a questo punto ci viene da pensare anche illeggittimi e soprattutto ingrassando portafogli di tutti coloro che nel corso degli anni si sono avvicendati nella gestione di questo ente....Abbiamo sempre detto che siamo coscienti che la giunta Scopelliti si è ritrovata con una matassa da sciogliere che giunte di destra e di sinistra hanno sempre saputo complicare ed aggravare ma concordiamo con te nel pensare e dire che non si può sacrificare un servizio importante e 287 persone che da 14 anni contribuiscono a rendere possibile l'espletazione di un servizio con mille sacrifici , vuoi perchè lo espletano con le proprie macchine, mentre per legge dovrebbero essere muniti di auto di servizio , vuoi perchè hanno un rimborso chilometrico vergognoso, vuoi perchè garantiscono un risultato da FULL TIME pur avendo un contratto PARTIME in barba alla legislazione vigente in materia di difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico che prevede che questo servizio venga espletato h24 ma così non è in calabria ma lo è in tutte le regioni d'ITALIA e per finire ciliegina sulla torta si può parlare anche di sfruttamento della professionalità di lavoratori che vengono usati dalla regione per espletare un servizio tecnico con contratto da operaio !!!! 
ti rammento che il nostro sindacato nel maggio 2012, e tu ne sei testimone perchè hai partecipato, ha svolto una conferenza stampa presso la sala del consiglio provinciale di Catanzaro nel corso della quale sono state evidenziate tutte le problematiche inerenti questa annosa e vergognosa vicenda e sai che la nostra posizione sindacale si interfaccia completamente con il pensiero espresso nel tuo articolo pubblicato sul Quotidiano della Calabria .
Il nostro sindacato anche se non confederale ma autonomo è sempre stato cosciente della necessità che la giunta ed il consiglio regionale rispondano a queste istanze legittime e nel limite delle nostre forze siamo disponibili anche a fare le barricate in quanto certe vergogne non possono essere più tollerate. 

La Segreteria Regionale Snaf - Fna Calabria 

Catanzaro li 22.04.2013

venerdì 12 aprile 2013

Regione, il consigliere regionale Giordano: "Convocare i soggetti preposti all'attuazione dei progetti contro il dissesto idrogeologico"

Regione, il consigliere regionale Giordano: "Convocare i soggetti preposti all'attuazione dei progetti contro il dissesto idrogeologico"
Venerdì 12 Aprile 2013


Il consigliere regionale Giuseppe Giordano ha inviato una richiesta al Presidente della quarta commissione consiliare regionale Assetto e  utilizzazione del territorio e protezione dell'ambiente On.le Gianluca Gallo, nella quale si chiede di  farsi carico di programmare nella prima seduta utile della Commissione l’audizione del Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente regionale ,Ing.Bruno Gualtieri,  del Commissario Straordinario Dott. Domenico Percolla, del Sottosegretario alla Protezione civile Franco Torchia, dei rappresentanti degli ordini professionali, dell’ANCI e dell’UPI, dell’ ing.Salvatore Siviglia, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino regionale, affinchè tutti riferiscano, per quanto di competenza,sullo stato di Attuazione dell’AP, sullo stato dell’iter riguardante l’ aggiornamento del PAI regionale, sugli ulteriori interventi programmati da parte della regione per la mitigazione del rischio idrogeologico, sulle questioni  attuali che ineriscono a tale problematica.
Tale richiesta avanzata dal  consigliere Giordano fa seguito ad una  interrogazione a risposta immediata presentata dallo stesso“Sullo stato di attuazione dell’Accordo di programma  (AP) tra la regione Calabria e il Ministero dell’Ambiente del novembre 2010 per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria” , sulla quale l’assessore  Giuseppe Gentile, nel rispondere  in sede di assise regionale, ha delineato un quadro allarmante della situazione nella nostra regione . In particolare, a fronte di ingenti risorse finanziarie impegnate( 220 milioni di euro), stante le difficoltà gestionali da parte della struttura commissariale, gli interventi avviati sono stati pochissimi a fronte di 139 interventi approvati. Da qui, secondo quantoriferito dall’assessore Gentile, la richiesta inoltrata dal governo regionale al Ministro dell’Ambiente di revocare il commissario straordinario e delegare la regione nella gestione delle risorse di cui all’AP.
Su questi presupposti con  la richiesta depositata  Giordano  ritiene ormai indifferibile una azione conoscitiva puntuale e dettagliata al fine di poter comprendere lo stato di attuazione di tutti gli interventi che la Regione ha in essere per la difesa del suolo e della mitigazione del rischio idrogeologico così come appare urgente provvedere all’adeguamento del Piano di assetto idrogeologico della Calabria che è fermo all’anno  2001, strumento quest’ultimo indispensabile e senza il quale non è possibile alcuna strategia di difesa del suolo della Calabria. A ciò si aggiunga la necessità e l’urgenza  di avere chiarimenti sugli interventi finanziati e/o programmati da parte della regione contro il dissesto idrogeologico con l’utilizzo di fondi ulteriori rispetto a quanto previsto dall’Accordo di Programma, tenuto conto che il territorio calabrese presenta criticità in numerose aree  non oggetto di intervento da parte del succitato AP. 

DA STRILL.it 

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SORVEGLIANZA IDRAULICA
 
Sono trascorsi quasi tre anni da quando l’Afor, previa selezione pubblica effettuata attraverso i centri territoriali per l’impiego, ha avviato in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di ufficiale idraulico, sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
L’assunzione è scaturita dall’applicazione della Legge Regionale n° 31 del 19 ottobre 2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n° 52 del 28 dicembre 2009, recante la dicitura “reclutamento del personale – Presidi idraulici”, al fine di “garantire il servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale”.
Si è trattato della conclusione di un percorso avviato nell’ormai lontano 1999, quando la Regione Calabria intese avviare, con una delibera di Giunta, il servizio di sorveglianza idraulica. Prima di arrivare all’assunzione da parte dell’Afor, i lavoratori interessati sono stati alle dipendenze di società di lavoro interinale prima e di società in regime di outsourcing poi.
La stabilizzazione era sembrata, a tutti noi, il giusto riconoscimento per la professionalità e le competenze acquisite in anni di presenza costante su tutti i corsi d’acqua del territorio regionale, piccoli e grandi. Degli stessi si è acquisita una conoscenza dettagliata e meticolosa, centimetro quadrato per centimetro quadrato.
Sembrava l’alba di un nuovo giorno, una inversione di tendenza seria in tema di politiche attive per la prevenzione del dissesto idrogeologico, per la tutela del suolo e la salvaguardia dell’incolumità pubblica.
Sembrava che finalmente si volesse voltare pagina e mettersi dietro le spalle i ricordi dei tanti catastrofici eventi alluvionali che hanno negativamente segnato la storia della nostra terra, definita dal meridionalista Giustino Fortunato “sfasciume pendulo tra due mari”.
Tante le aspettative che si erano create tra noi lavoratori, illusi dalla falsa aspettativa di essere finalmente valorizzati per la professionalità e la competenza che siamo in grado di mettere in campo.
Quanto è triste verificare che, invece, nulla di tutto ciò si è avverato. I presidi idraulici non sono mai partiti. Nella strategia complessiva di mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico si continua a non tenere conto del bacino dei lavoratori della sorveglianza idraulica. Non veniamo mai citati, non veniamo mai coinvolti. Leggiamo poi sui giornali di sequestri di discariche e quant’altro effettuati negli alvei fluviali dalla polizia provinciale, dal corpo forestale dello stato, dalla guardia di finanza. Probabilmente grazie alle nostre segnalazioni.  Siamo gli “invisibili”. Ci sentiamo ignorati, penalizzati, mortificati.
E’ giunto il tempo di non assistere più inermi e passivi alle dinamiche che si muovono intorno a noi. Siamo giunti alla decisione di autodeterminarci ed autorappresentarci, per gridare forte tutto il nostro disappunto per la situazione di grave disagio che stiamo vivendo.
Chiediamo in modo energico che alcune questioni vengano affrontate da chi di competenza senza tergiversare ulteriormente:
Chiediamo che
  • Le attività ed il personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale venga sganciato dall’Afor e collocato all’interno della struttura dell’Autorità di Bacino Regionale o, in subordine, presso il dipartimento della Protezione Civile Regionale;
  • Il rapporto di lavoro venga trasformato da contratto di diritto privato a contratto di diritto pubblico, in quanto siamo stati assunti dopo regolare selezione pubblica;
  • Il rapporto di lavoro, ad oggi part-time di tipo verticale con copertura di soli tre giorni settimanali, venga rimodulato in full-time, con copertura dell’intera settimana lavorativa ed annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, posto che la sorveglianza idraulica è considerata “servizio essenziale di pubblica utilità”.

video
pdf Struttura di coordinamento dgr n. 602_del 14.09.2010



mercoledì 10 aprile 2013

DA FACEBOOK RILANCIAMO COMMENTO RELATIVO ALLA SITUAZIONE ANCORA NON RISOLTA DEI SORVEGLIANTI IDRAULICI DELLA CALABRIA

DA FACEBOOK  RILANCIAMO COMMENTO  RELATIVO ALLA SITUAZIONE ANCORA NON RISOLTA DEI SORVEGLIANTI IDRAULICI DELLA CALABRIA
                                               Mino Forte
Voglio ricordare all’immarcescibile Assessore Michele Trematerra e alla sua corte che la sorveglianza idraulica non ha nulla a che vedere con la riforma dell’Afor in atto. E’ stato spiegato in tutte le salse e non credo ci possano essere dei fraintendimenti. Trovo sconcertante il modus operandi dell’attuale giunta regionale, un’azione dilatoria che serve solo ad inasprire gli animi dei lavoratori, già provati fortemente sotto ogni e qualsivoglia profilo. Nell’ultimo periodo l’Afor e la regione stanno dando prova di inettitudine e cinismo, un atteggiamento che la politica, nel breve periodo, sconterà a caro prezzo. Invito i sindacati – di cui ho il più totale disdegno – di tenere gli occhi aperti e, soprattutto, ad assumere nella circostanza, un atteggiamento più chiaro e propositivo. Di anteporre ai loro interessi di bottega, la definitiva sistemazione dei lavoratori della sorveglianza idraulica. Non è affatto difficile, come dicevano i latini, “scripta manent, verba volant”. Credo di essere stato chiaro. 
(MINO FORTE)

Delibera 602 del 14.09.2010 - Attivazione Presidi Territoriali Idrogeologici ed Idraulici


pdf Struttura di coordinamento dgr n. 602_del 14.09.2010


         Delibera 602 del 14.09.2010 
                 
         Attivazione Presidi Territoriali
                    
           Idrogeologici ed Idraulici

video



DIAMO UN VERO FUTURO 
ALLA SORVEGLIANZA IDRAULICA
Sono trascorsi quasi tre anni da quando l’Afor, previa selezione pubblica effettuata attraverso i centri territoriali per l’impiego, ha avviato in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di ufficiale idraulico, sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
L’assunzione è scaturita dall’applicazione della Legge Regionale n° 31 del 19 ottobre 2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n° 52 del 28 dicembre 2009, recante la dicitura “reclutamento del personale – Presidi idraulici”, al fine di “garantire il servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale”.
Si è trattato della conclusione di un percorso avviato nell’ormai lontano 1999, quando la Regione Calabria intese avviare, con una delibera di Giunta, il servizio di sorveglianza idraulica. Prima di arrivare all’assunzione da parte dell’Afor, i lavoratori interessati sono stati alle dipendenze di società di lavoro interinale prima e di società in regime di outsourcing poi.
La stabilizzazione era sembrata, a tutti noi, il giusto riconoscimento per la professionalità e le competenze acquisite in anni di presenza costante su tutti i corsi d’acqua del territorio regionale, piccoli e grandi. Degli stessi si è acquisita una conoscenza dettagliata e meticolosa, centimetro quadrato per centimetro quadrato.
Sembrava l’alba di un nuovo giorno, una inversione di tendenza seria in tema di politiche attive per la prevenzione del dissesto idrogeologico, per la tutela del suolo e la salvaguardia dell’incolumità pubblica.
Sembrava che finalmente si volesse voltare pagina e mettersi dietro le spalle i ricordi dei tanti catastrofici eventi alluvionali che hanno negativamente segnato la storia della nostra terra, definita dal meridionalista Giustino Fortunato “sfasciume pendulo tra due mari”.
Tante le aspettative che si erano create tra noi lavoratori, illusi dalla falsa aspettativa di essere finalmente valorizzati per la professionalità e la competenza che siamo in grado di mettere in campo.
Quanto è triste verificare che, invece, nulla di tutto ciò si è avverato. I presidi idraulici non sono mai partiti. Nella strategia complessiva di mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico si continua a non tenere conto del bacino dei lavoratori della sorveglianza idraulica. Non veniamo mai citati, non veniamo mai coinvolti. Leggiamo poi sui giornali di sequestri di discariche e quant’altro effettuati negli alvei fluviali dalla polizia provinciale, dal corpo forestale dello stato, dalla guardia di finanza. Probabilmente grazie alle nostre segnalazioni.  Siamo gli “invisibili”. Ci sentiamo ignorati, penalizzati, mortificati.
E’ giunto il tempo di non assistere più inermi e passivi alle dinamiche che si muovono intorno a noi. Siamo giunti alla decisione di autodeterminarci ed autorappresentarci, per gridare forte tutto il nostro disappunto per la situazione di grave disagio che stiamo vivendo.
Chiediamo in modo energico che alcune questioni vengano affrontate da chi di competenza senza tergiversare ulteriormente.
Chiediamo che
  • Le attività ed il personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale venga sganciato dall’Afor e collocato all’interno della struttura dell’Autorità di Bacino Regionale o, in subordine, presso il dipartimento della Protezione Civile Regionale;
  • Il rapporto di lavoro venga trasformato da contratto di diritto privato a contratto di diritto pubblico, in quanto siamo stati assunti dopo regolare selezione pubblica;
  • Il rapporto di lavoro, ad oggi part-time di tipo verticale con copertura di soli tre giorni settimanali, venga rimodulato in full-time, con copertura dell’intera settimana lavorativa ed annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, posto che la sorveglianza idraulica è considerata “servizio essenziale di pubblica utilità”.


l'Ente Parco dell'Aspromonte alla XXIII edizione dell'Ecotour



Chieti: l'Ente Parco dell'Aspromonte alla XXIII edizione dell'Ecotour



Abbinare la tutela dell’ambiente con uno sviluppo sostenibile che esalti e valorizzi  le aree protette. E’ lo spirito con cui l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte prende parte alla XXIII edizione dell’ Ecotour nature tourist workshop che si svolgerà a Chieti dal 12 al 14 Aprile. Dopo la Bit di Milano e il Children’s tour di Modena, l’Ente Parco prosegue nel suo impegno volto alla promozione di un territorio unico e privilegiato come quello aspromontano, partecipando alla Borsa Internazione del Turismo Natura, manifestazione che nel tempo si è affermata come principale punto di riferimento del turismo naturalistico. Da due anni, inoltre, Ecotour “si è aperta ai prodotti e servizi della destinazione, per offrire agli addetti ai lavori una panoramica completa del turismo nei parchi e nelle riserve alla luce delle nuove tendenze e delle rinnovate attese dei consumatori”.
“Anche in Abruzzo – dichiara il Commissario Straordinario Antonio Alvaro - l’Ente Parco sarà presente presso lo stand della regione Calabria insieme agli altri parchi calabresi, con l’obiettivo di rinsaldare la fattiva collaborazione avviata già nella scorsa edizione e ripetuta recentemente quest’anno al Childrens’ tour di Modena. Per i parchi calabresi è un momento fondamentale di promozione in un evento specificatamente destinato ai target di riferimento delle aree protette. Le potenzialità paesaggistico, culturali e turistiche del territorio del Parco avranno modo di essere apprezzate  dai consumatori italiani ed esteri, tra i quali cresce, come dimostrano diversi studi, la richiesta del turismo basato sulle risorse naturali e la consapevolezza che le ricchezze del territorio vanno ammirate e valorizzate, ma soprattutto salvaguardate.”
La tre giorni di Chieti offrirà anche la possibilità, all’Ente Parco d’Aspromonte, di partecipare a seminari e workshop tematici, e al contempo di valorizzare il territorio promuovendolo con diversi tour operator internazionali.  Rilevante è la partecipazione alla presentazione del X Rapporto Ecotur sul Turismo Natura, che snocciolerà le cifre sui flussi di mercato e le tendenze del settore, a cura di Istat, Enit e Università dell’Aquila, e che consente di conoscere lo stato di fatto e le potenzialità del turismo-natura. Un documento basilare su cui fondare la programmazione turistica e amministrativa ed anche un “termometro” indispensabile per comprendere le attitudini del mercato, percepirne i flussi e le necessità ed aumentare e migliorare, successivamente, la capacità di offerta del territorio aspromontano. 



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domenica 7 aprile 2013

Allarmi per piogge forti per la Calabria


Allarmi per piogge forti per la Calabria

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La cartina fornisce una visione d'insieme di tutti gli allarmi per forti piogge per la Calabria, indicando in quali località o zone in Calabria sono previste piogge intense o violente. Queste possono causare inondazioni e alluvioni, straripamento di fiumi, torrenti e laghi, nonchè smottamenti e slavine di fango in Calabria.
Gli allarmi sono suddivisi in due categorie: preallerte e allarmi. Le preallerte per forti piogge vengono emesse quando in Calabria sono probabili piogge abbondanti, ma si possono ancora verificare cambiamenti di intensità, traiettoria e/o durata. L'allarme acuto viene emesso quando sono attese quantità abbondanti di pioggia con inizio dei fenomeni intensi entro 1-12 ore.
Previsioni dettagliate e affidabili dei fenomeni di forti piogge sono molto importanti specialmente per l'agricoltura, il traffico, le assicurazioni e le organizzazioni di manifestazioni, oltre naturalmente che per gli insediamenti in prossimità delle rive in Calabria.


Calabria - Allarmi per piogge forti
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sabato 6 aprile 2013

BERLUSCONI:La nostra posizione è chiara e nota a tutti

Foto: La cosa più urgente è far uscire il Paese dalla crisi http://bit.ly/YX6M9R
Forzasilvio.it

Come ho annunciato in Piazza del Popolo, la nostra mobilitazione nelle piazze, nelle istituzioni e nei media continua. Sabato 13 aprile ci ritroveremo a Bari, alle 16, in Piazza della Libertà. Sarà una nuova occasione di incontro tra noi che ci darà la possibilità di far sentire la nostra voce a ridosso dell’inizio delle votazioni parlamentari per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La nostra posizione è chiara e nota a tutti. La prima preoccupazione è per lo stato dell’economia, per le imprese, per i lavoratori in difficoltà e per le famiglie. Per prendere le misure necessarie e urgenti per uscire da una austerità rovinosa e per far capire in Europa e ai mercati che l’Italia c’è, abbiamo dichiarato di essere disponibili a far nascere un governo di coalizione guidato da un rappresentante del Partito Democratico. Abbiamo anche sostenuto con forza che, di fronte alla tripartizione paritaria dei voti uscita dalle elezioni, è impensabile che la sinistra si appropri di tutte le cariche istituzionali. Anche in questo caso ci siamo resi disponibili ad una scelta comune, perché il Presidente della Repubblica deve rappresentare un fattore di unità e di garanzia per tutti e non un ulteriore elemento di divisione.

Gli elettori mostrano di apprezzare la nostra proposta, al punto tale che se si rivotasse saremmo in grado, secondo gli ultimi sondaggi, di prevalere sia alla Camera che al Senato. Ciononostante il ricorso alle urne entro giugno non rappresenta la nostra prima scelta perché noi sappiamo bene che la cosa più urgente è far uscire il Paese dalla crisi nel tempo più breve possibile. Noi riteniamo quindi prioritario ed anzi, indispensabile, dare vita subito a un governo stabile e forte. Soltanto se il Partito Democratico dirà “no” a questa soluzione, si dovrà ricorrere alle elezioni anticipate. Insisterò su questo e su molto altro sabato 13 aprile a Bari, in quella piazza dove siamo già stati e che mi è cara anche per il suo nome: Piazza della Libertà! Non chiedo nulla per me, nè ruoli istituzionali nè ruoli di governo. Chiedo solo di poter continuare a svolgere il compito che mi è stato affidato ancora una volta dai nostri elettori e cioè quello di tenere unito il centro-destra e di contribuire a far uscire il nostro Paese da questa crisi che è la più grave dal dopoguerra ad oggi. Ci vediamo sabato a Bari!Grazie per l'attenzione e per il sostegno. Forza, Italia! Cordialmente.

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Mentre le altre forze politiche sembrano impegnate a perdere tempo, noi del Popolo della Libertà teniamo sempre in mente l’interesse del Paese e nella settimana che inizia il 15 aprile, presenteremo in Parlamento otto disegni di Legge che costituiscono la prima applicazione del programma che ha portato la coalizione di centrodestra a un soffio dalla vittoria nelle ultime elezioni.
Sono otto proposte concrete, che avranno un immediato impatto positivo sull’economia reale e sulla società, soprattutto per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. Otto punti su cui si sono espressi i cittadini e che porteremo avanti con impegno quotidiano nel nostro lavoro parlamentare.

Mentre la politica si impantana, si fa del male e ci fa del male, noi avvertiamo la necessità e l’urgenza di cambiare rotta per ridare alle famiglie e alle imprese la fiducia e la forza di andare avanti in una situazione economica davvero difficile.
Per questo motivo, sabato 13 aprile a Bari, illustreremo il contenuto di questi otto disegni di Legge, già pronti per essere presentati al Senato della Repubblica. E che riguarderanno:
1) l’abrogazione dell’Imu sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attività agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012;

2) la revisione dei poteri di Equitalia, con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione;

3) il riconoscimento alle imprese - per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati - di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonché l’esenzione, per questi ultimi, dall’IRPEF sul salario percepito;

4) il passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex ante ai controlli ex post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attività di impresa;

5) l’abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici.

6) le norme per la riforma del sistema fiscale;

7) le disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri;

8) le disposizioni per la riforma della giustizia.

Queste nostre proposte hanno in sé la forza di un cambio di passo, di uno shock istituzionale ed economico, che tende da un lato, allo sviluppo e al rilancio della nostra economia e, dall’altro, al ritorno della fiducia nello Stato, il cui compito resta quello di creare le condizioni adatte perché i cittadini possano realizzare le proprie ambizioni e i propri progetti.

È questo che il Paese ci ha chiesto con il voto. È con questi primi atti che intendiamo recuperare l’orgoglio di essere italiani, l’orgoglio di crescere, l’orgoglio di sprigionare le energie che ciascuno ha in sé.

Grazie per l'attenzione e per il sostegno. Ci vediamo tutti sabato prossimo, 13 aprile, in Piazza della Libertà a Bari!
Un abbraccio. Cordialmente.


Silvio Berlusconi



martedì 2 aprile 2013

TERREMOTO STRETTO DI MESSINA

 

Magnitudo(Ml) 2.8 - ITALIA - Evento in mare
02/04/2013 03:10:52 (italiana)
02/04/2013 01:10:52 (UTC)

Map Location
 
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.

Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.8 è avvenuto alle ore 03:10:52 italiane del giorno 02/Apr/2013 (01:10:52 02/Apr/2013 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Stretto_di_Messina.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. 
 

Dati evento
 
Event-ID7227477500
Magnitudo(Ml)2.8
Data-Ora02/04/2013 alle 03:10:52 (italiane)
02/04/2013 alle 01:10:52 (UTC)
Coordinate37.807°N, 15.585°E
Profondità10.3 km
Distretto sismicoStretto_di_Messina
 
Comuni entro i 10Km

-
Comuni tra 10 e 20km

-
 
Maggiori informazioni sismiche
 

lunedì 1 aprile 2013

Jorge Mario Bergoglio PAPA FRANCESCO

Eletto il primo Papa gesuita della storia

Fumata bianca, il nuovo Papa 
è «Francesco» 

Il cardinale Jorge Mario Bergoglio


Habemus Papam: l'annuncio del nuovo pontefice, un'ora dopo lafumata bianca in piazza San Pietro, ha fatto subito il giro del mondo. A quel punto, tutta la curiosità dei fedeli (e non solo) era rivolta all'identità e al nome del nuovo pontefice. E proprio sul nome "ufficiale" del nuovo Papa, dopo che l'argentino Bergoglio si è rivelato al mondo, è subito nato un piccolo dubbio: si chiama Papa Francesco o Papa Francesco I?

La dicitura "Franciscum I" apparsa sul sito del Vaticano sembrava togliere ogni dubbio. Poi, però, è arrivata la correzione di padre Federico Lombardi, responsabile della sala stampa Vaticana: «Il nome ufficiale del nuovo pontefice è papa Francesco, non è Francesco I». Anche perché il cardinale Jean-Louis Tauran nell’annunciare il nome al mondo ha pronunciato semplicemente Francesco. «Diventerà Francesco I quando avremo un Francesco II» ha spiegato Lombardi.




Il gesuita Jorge Maria Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, la città in cui è nato (13 dicembre 1936), è il nuovo Papa Francesco I. Figlio di un ferroviere dell'astigiano, di di Bricco Marmorito di Portacomaro, emigrato in Argentina è stato nominato vescovo di Buenos Aires da Papa Giovanni II nel '92 e nominato cardinale nel 2001. Nel 2005 era stato l'avversario di Ratzinger: allora il cardinale argentino prese 40 voti e fu considerato l'alternativa "progressista" alla candidatura di Ratzinger. Otto anni più tardi, vicino ai 77 anni, l'arcivescovo della capitale argentina, un vero outsider, è il nuovo Papa.
Gesuita e martiniano è famoso per essere un cardinale umile, riservato e attento ai poveri. Il duecentosessantaseisemo Papa della Chiesa cattolica, il primo sudamericano, è diventato sacerdote dopo il diploma di perito chimico. Studia in Cile, Germania e Spagna. Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, ricevendo poi l'ordinazione sacerdotale nel '69. Diviene prete a 33 anni, a 35 è già tra i gesuiti più autorevoli di Argentina. 
Durante la dittatura prende le distanze dal clero più vicino a Menem. Nella sua città vive in un modesto appartamento, gira in tonaca, usa il «colectivo», il bus, o la «subte», la metropolitana. Quando, nel febbraio 2001, diventa cardinale e i fedeli propongono di pagare il viaggio a Roma per la cerimonia d'insediamento, ordina agli argentini di restare a casa e distribuire i soldi ai poveri. Sembra che anche per questo Conclave abbia viaggiato in classe economica con un volo di linea.

IL BACIO AL DISABILE CHE GLI SORRIDE...SEI GRANDE







Piazza San PietroWebcam Basilica di S.Pietro 


veduta del Colonnato www.vaticanstate.va


LA REDAZIONE DEL BLOG: UN PAPA BUONO MA ANCHE FORTE CHE REGERA' SULLE SUE SPALLE LE SORTI DELLA CHIESA