martedì 29 ottobre 2013

Presentata la piattaforma Dewetra per la riduzione dei rischi naturali




Presentata la piattaforma Dewetra per la riduzione dei 


rischi naturali



28 ottobre 2013

presentazione piattaforma dewetra

Il sistema operativo integrato per la gestione delle informazioni idro-meteorologiche per la riduzione del rischio

Dal 28 al 30 ottobre si tiene, nella sede del Dipartimento della Protezione Civile, un workshop sulla piattaforma Dewetra, un sistema per il monitoraggio in tempo reale, la previsione e la prevenzione dei rischi naturali. Il software è stato sviluppato nell’ambito della convenzione tra il Dipartimento della Protezione Civile e la Fondazione CIMA-Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale ed è operativo presso il Dipartimento e utilizzato dalle Regioni.
L’incontro è organizzato dal Dipartimento e dal World Meteorological Organization – l’agenzia delle Nazioni Unite che facilita la cooperazione internazionale su meteo, clima, idrologia e risorse e facilita soluzioni internazionali su questioni ambientali legate all’acqua. 
Obiettivo del workshop è mostrare le potenzialità della piattaforma Dewetra e verificare l’interesse dei responsabili dei sistemi di allertamento nazionale di Paesi che aderiscono al World Meteorological Organization-WMO, per un’eventuale condivisione del programma.
L’appuntamento prevede una prima giornata di presentazione e due giorni di attività pratica in cui i partecipanti hanno la possibilità di approfondire il funzionamento di Dewetra, attraverso l'analisi di casi studio. 
Aprono il workshop il 28 ottobre Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Claudio Caponi, rappresentante del Segretariato del WMO, Luigi De Leonibus, Rappresentante Permanente in Italia del WMO, Paola Pagliara, Hydrological Advisor per l’Italia e Luigi D’Angelo, responsabile del Servizio Relazioni Internazionali del Dipartimento della Protezione Civile.
Durante la prima giornata di presentazione i partecipanti condividono le proprie esperienze: rappresentanti del Dipartimento illustrano l’organizzazione del Servizio nazionale di protezione civile, introducono il sistema di allertamento italiano, spiegando il ruolo delle Regioni e dello stesso Dipartimento. Spazio anche agli aspetti previsionali, a quelli relativi al monitoraggio del territorio e alle procedure di condivisione dei modelli meteorologici ed idrologici. Inoltre il Presidente dell’Ispra-Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Bernardo De Bernardinis e Franco Siccardi Presidente della Fondazione Cima presentano competenze, attività e metodi di approccio per la riduzione del rischio idrogeologico dei propri Centri di Competenza. 
Rappresentanti della Regione Emilia Romagna e delle Marche espongono alcuni casi sull’utilizzo del programma Dewetra impiegato per il monitoraggio, la prevenzione e in programmi internazionali. A conclusione della prima giornata i delegati internazionali illustrano i propri sistemi di allertamento.
Franco Gabrielli nel suo intervento ha ricordato che il sistema Dewetra è stato già donato ad alcuni Paesi, sia d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri nell’ambito della cooperazione internazionale (come ad esempio con l’Albania), sia attraverso accordi bilaterali, sia attraverso organizzazioni internazionali quali l’UNDP (United Nations Development Program) come avvenuto nei Caraibi.
Dewetra. Il sistema consente - ai Centri Funzionali Centrale e Regionali - la sintesi, l’integrazione e il confronto di dati e modelli necessari per il monitoraggio strumentale, la vigilanza e la valutazione condivisa degli scenari di rischio e della loro possibile evoluzione. Dewetra è stato reso disponibile alle Regioni come strumento di supporto e semplificazione dell’impegnativa attività di monitoraggio svolta quotidianamente.
Le applicazioni sviluppate in Dewetra sono legate ai fenomeni incendi e inondazioni, scelti come prioritari per la loro frequenza e diffusione sul territorio nazionale.


lunedì 28 ottobre 2013

Corte dei Conti bacchetta la Regione Calabria






Edmondo Caruso25 ottobre 11.11.02
Corte dei Conti bacchetta la Regione Calabria 
«Si fanno leggi senza la copertura finanziaria»
Prese in esame le 14 leggi emanate dal Consiglio nei primi 6 mesi del 2013. Secondo i magistrati contabili si registra una «inadeguatezza» o addirittura una totale assenza della valutazione sull'impatto che le norme approvatehanno sulle casse
La sede della Corte dei Conti
A Catanzaro, 24 ott. - E’ la mancanza di copertura finanziaria il nodo cruciale emerso dalla relazione della Corte dei Conti sulle leggi approvate dal Consiglio regionale nel primo semestre del 2013. La relazione della magistratura contabile è stata illustrata stamani, a Catanzaro, nel corso di una udienza pubblica tenuta nella sede della sezione regionale di controllo della Corte. Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati sono finite, dunque, le coperture finanziarie e tecniche di quantificazione degli oneri delle leggi approvate nei primi sei mesi. Ad introdurre la relazione è stato il presidente della Corte, Giuseppe Ginestra, quindi l'intervento del magistrato relatore, Natale Longo. "In passato - ha detto Ginestra - le nostre relazioni non sono mai state portate all’attenzione del consiglio regionale. Ora sembra che ci si stia avviando ad una controtendenza tanto che il presidente del Consiglio, Francesco Talarico, durante un incontro ci ha annunciato che ci sarà una seduta specifica per analizzare i nostri lavori". A spulciare tra le pratiche del Consiglio regionale è stato il magistrato Longo, che ha preso in esame 14 leggi, comprese quelle relative alla stabilizzazione dei precari nel settore della sanità, alla disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi dopo lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, agli interventi di inclusione sociale, integrazione socio-sanitaria e contrasto alla povertà ed all’istituzione dell’azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna. Tutti provvedimenti che - è stato rilevato - hanno inciso e hanno prodotto effetti importanti anche dal punto di vista finanziario. "Effetti finanziari in termini di maggiori spese o minori entrate - ha sostenuto il magistrato relatore - sono ascrivibili sostanzialmente alle leggi regionali 2, 5, 8, 10, 11, 12, 15, 18, 19, 21, 24, 25, 26 e 27. In via liminare e salvo successivi approfondimenti specifici, si osserva, sul terreno metodologico, che si è talora registrata la totale assenza di relazione tecnico-finanziaria ovvero più frequentemente la sua inadeguatezza sul terreno tecnico-contabile della quantificazione degli oneri. Inoltre, si precisa che non sono stati trasmessi (nè sono stati rinvenuti su internet) i pareri della commissione bilancio e programmazione economica presti dall’articolo 72 del regolamento del Consiglio regionale". All’adunanza sono intervenuti il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, il presidente della Commissione Vigilanza e Controllo Aurelio Chizzoniti ed il presidente della Commissione Bilancio Candeloro Imbalzano. (AG CATANZARO - E' una bacchettata sonora quella che la Corte dei Conti rivolge alla Regione Calabria: si fanno leggi, ma non ci si cura dell'impatto sulle casse pubbliche. La mancanza di copertura finanziaria è il nodo cruciale emerso dalla relazione della Corte dei Conti sulle leggi approvate dal Consiglio regionale nel primo semestre del 2013. 
Il giudizio è stato comunicato stamattina a Catanzaro, nel corso di una udienza pubblica tenuta nella sede della sezione regionale di controllo della Corte. All’adunanza sono intervenuti il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, il presidente della Commissione Vigilanza e Controllo Aurelio Chizzoniti ed il presidente della Commissione Bilancio Candeloro Imbalzano. Ad introdurre la relazione è stato il presidente della Corte, Giuseppe Ginestra, quindi l'intervento del magistrato relatore, Natale Longo.
Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati sono finite, dunque, le coperture finanziarie e tecniche di quantificazione degli oneri delle leggi emanate tra gennaio e giugno. Longo ha presentato l'analisi di 14 leggi, comprese quelle relative alla stabilizzazione dei precari nel settore della sanità, alla disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi dopo lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, agli interventi di inclusione sociale, integrazione socio-sanitaria e contrasto alla povertà ed all’istituzione dell’azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna. Tutti provvedimenti che - è stato rilevato - hanno inciso e hanno prodotto effetti importanti anche dal punto di vista finanziario. «Si è talora registrata - ha affermato il magistrato - la totale assenza di relazione tecnico-finanziaria ovvero più frequentemente la sua inadeguatezza sul terreno tecnico-contabile della quantificazione degli oneri. Inoltre, si precisa che non sono stati trasmessi (nè sono stati rinvenuti su internet) i pareri della commissione bilancio e programmazione economica».
Il presidente Ginestra ha invece rilevato che in passato le relazioni della Corte dei Conti «non sono mai state portate all’attenzione del consiglio regionale» riconoscendo però che «ora sembra che ci si stia avviando ad una controtendenza tanto che il presidente del Consiglio, Francesco Talarico, durante un incontro ci ha annunciato che ci sarà una seduta specifica per analizzare i nostri lavori».

mercoledì 23 ottobre 2013

ISMETT, Prende il via il progetto pilota “Tele – ICU”


  • ISMETT
                                          Palermo Via Ernesto Tricomi, 5
                                                                           Istituto trapianti                                                           

    Terapie intensive in rete per migliorare l’assistenza ai pazienti. 
    Da oggi i medici degli Ospedali Sant’Elia di Caltanissetta e San Vincenzo di Taormina potranno scambiarsi opinioni, chiedere un secondo parere o supporto ai colleghi di ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo. 
    Prende il via il progetto pilota “Tele – ICU”, che prevede, grazie ai programmi di teleconsulto e di telemedicina, di integrare competenze ed esperienze per offrire la più qualificata assistenza clinica ai pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva a Caltanissetta e a Taormina. 
    Il progetto è parte del programma “Più segnalazioni – meno opposizioni”, elaborato dal Centro Regionale Trapianti (CRT) della Sicilia e finanziato dall’Assessorato regionale della Salute. Nell’ambito di questo programma, ISMETT e UPMC Italy hanno siglato una convenzione con il CRT Sicilia il cui obiettivo è duplice: realizzare un sistema di tele monitoraggio per la cura dei pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva e individuare, per i pazienti in morte cerebrale, le strategie più opportune nell’attività di stabilizzazione del potenziale donatore per la migliore preservazione degli organi.
    La Tele-ICU è un sistema di comunicazione che permette al medico presente in una postazione remota di poter dialogare, attraverso lo scambio di informazioni e di immagini, con il collega che si sta prendendo cura del paziente. Il sistema consente, infatti, la comunicazione audio e video e la condivisione dei dati dei pazienti, ivi incluse eventuali immagini radiologiche o i dati provenienti dai monitor dei segnali vitali, o quelli che sono registrati sulla cartella clinica elettronica. I medici delle Terapie intensive di Caltanissetta o di Taormina hanno la possibilità di segnalare il paziente che si trova in una situazione critica, coinvolgendo le professionalità mediche o riabilitative presenti in ISMETT per scambiarsi e condividere informazioni sugli esami di laboratorio, la gestione respiratoria, la valutazione emodinamica e, anche, visionare in diretta le immagini degli esami endoscopici o radiografici, per garantire la migliore assistenza al ricoverato con grave danno neurologico. Il protocollo prevede che la condivisione dei dati e delle immagini sia mantenuta fino al miglioramento dello stato di salute del paziente. 
    Diverso è il coinvolgimento nel caso di un paziente in “morte cerebrale”: il personale medico di ISMETT è in questa condizione coinvolto nel tentativo di garantire la ottimale gestione dei singoli organi del potenziale donatore e migliorare le condizioni di funzione, che permettano il recupero degli stessi al fine del successivo trapianto, se ricorrono le condizioni e la volontà del defunto o dei familiari alla donazione.
    In letteratura, diversi studi dimostrano i vantaggi ottenuti con sistemi di tele-monitoraggio in terapia intensiva. NEHI, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nel Massachusetts che si occupa di innovazione in sanità, ha recentemente proposto di far fronte alla carenza di personale clinico attraverso l'utilizzo di sistemi di Tele-ICU. In collaborazione con il Massachusetts Technology Collaborative, NEHI, a partire dal 2008, ha condotto uno studio per valutare l'impatto delle tecnologie tele-ICU sulla mortalità dei pazienti in terapia intensiva e la durata del ricovero. Le due organizzazioni hanno raccolto i dati provenienti da un centro medico universitario e da due ospedali locali. Secondo i dati raccolti, l’uso dei sistemi di tele-ICU ha permesso, presso il centro medico universitario, di ridurre la mortalità dei pazienti in terapia intensiva del 20% e il tasso totale di mortalità ospedaliera del 13%. In uno degli ospedali di comunità, il tasso di mortalità in terapia intensiva è sceso del 36%. Inoltre, presso il centro medico universitario, la durata dei ricoveri in ICU è diminuita del 30% (una media di due giorni). 
    Gli studi condotti presso l’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) sono estremamente incoraggianti. Secondo le analisi effettuate presso UPMC, l’uso della telemedicina presso le terapie intensive ha permesso di ridurre del 64% la mortalità in terapia intensiva e del 46% la mortalità ospedaliera. Inoltre, ha permesso una drastica riduzione della durata dei tempi di ricovero e di degenza con un grosso impatto anche da un punto di vista finanziario. Secondo lo studio di UPMC, infatti, la riduzione della durata del ricovero è stata del 10%, con un risparmio di circa 700.000 dollari, mentre la degenza media in reparto è stata ridotta del 20% con un risparmio di circa 2 milioni di dollari. 
    Diversi studi scientifici riportano l’esperienza di terapie intensive dove, alla fine dell’accertamento della morte cerebrale, si è preferito posticipare di alcune ore il prelievo degli organi per mettere in atto delle terapie o delle procedure che potessero migliorare la funzione di organi che ad un primo esame sembravano non idonei alla donazione. I casi più frequentemente descritti riguardano i polmoni, dove si può render necessario aspettare alcune ore affinché la terapia diuretica o la fisioterapia migliorino la funzione di questo organo e lo rendano accettabile al trapianto. Queste strategie di attesa e di nuove procedure devono esser messe in atto dalla collaborazione tra il centro, dove vi è il donatore, e gli specialisti del centro trapianti. Necessitando di scambi di informazioni e di immagini, la Tele –ICU è lo strumento che riesce a facilitare e rendere possibile questo obiettivo di collaborazione tra centri, spesso posti a diverse centinaia di chilometri di distanza.

lunedì 21 ottobre 2013

Ismett, oltre 100 trapianti di polmone effettuati



Oltre 1.400 trapianti effettuati, la sperimentazione 

continua, l’innovazione mirata ad 

offrire il migliore percorso assistenziale ai pazienti. 

L’ismett di Palermo si afferma 

sempre più, a livello internazionale, come struttura 

sanitaria all’avanguardia.

L’istituto mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad 

Alta Specializzazione, ha 

‘festeggiato’ il centesimo trapianto di polmone con una 

giornata dedicata al dialogo 

con i pazienti trapiantati e con quelli in attesa di un 

organo che possa salvargli la vita.

Servizio di Veronica Femminino

mercoledì 16 ottobre 2013

Regione: avviato corso di formazione per personale Calabria Verde

Regione: avviato corso di formazione per personale Calabria VerdeCALABRIA 

Il Commissario liquidatore dell’AFoR Federico Postorino e il Dirigente Generale del Dipartimento Formazione e Lavoro Bruno Calvetta - si legge in una nota dell’ufficio stampa della Giunta – comunicano che, relativamente al servizio pubblico essenziale di sorveglianza idrografica, i lavoratori hanno avviato il processo di formazione finalizzato all'inserimento in “Calabria Verde”.

Con la collaborazione tra gli uffici del Dipartimento Formazione e Lavoro e quelli dell’Azienda Forestale, sono state reperite, attraverso risorse ministeriali con la presentazione del Progetto denominato “Start – Up Calabria Verde”, le risorse indispensabili per riqualificare e formare tutto il personale e far proseguire, dunque, un servizio di pubblica utilità come la prevenzione in materia di dissesto idrogeologico e di tutela del suolo. Già nei prossimi giorni saranno avviate tutte le azioni per garantire la copertura finanziaria del Progetto “Start – Up Calabria Verde” per l’intero periodo rimanente a chiusura del 2013.
“Siamo soddisfatti per essere riusciti a conseguire questo risultato – dichiarano Postorino e Calvetta – poiché era doveroso garantire la serenità dei lavoratori che, attraverso le loro esperienze e la loro professionalità, svolgono un ruolo di straordinaria rilevanza per salvaguardare la pubblica incolumità attraverso un’efficace azione di protezione idrogeologica, di manutenzione e controllo del territorio, evitando così la sospensione del servizio.
“Va dato atto, quindi – concludono Postorino e Calvetta - al Presidente Scopelliti ed alla sua Giunta di aver avuto la capacità di individuare le priorità perseguendo i reali interessi dei calabresi e di aver dimostrato, ancora una volta, sensibilità verso le problematiche occupazionali e attenzione verso i potenziali rischi che vanno evitati con specifiche e tempestive attività di prevenzione”.
La REDAZIONE DEL BLOG  
http://monitoraggioidrografico.blogspot.it/  -

CI AUGURIAMO CHE "CALABRIA VERDE" POSSA INIZIARE IL SUO PERCORSO COME AUSPICATO DALLA GIUNTA REGIONALE GIA' DAL 2  GENNAIO 2014 SENZA ALCUN RITARDO - 

lunedì 14 ottobre 2013

ISMETT PALERMO - Istituto trapianti


                          

  ISMETT

              ISMETT PALERMO - Istituto trapianti



  • Sensibilizzare su cosa fare di fronte ad un’emergenza cardiorespiratoria, insegnare le manovre salvavita, anche ai più giovani, dare indicazioni sulle tecniche di primo soccorso. ISMETT ed il Centro di Simulazione Renato Fiandaca aderiscono alla campagna “Viva, la settimana per la rianimazione cardiopolmonare”, nata per decisione del Parlamento Europeo. Nel corso della prossima settimana saranno due le manifestazioni che verranno organizzate presso il Centro Commerciale Forum ed il Liceo Scientifico Benedetto Croce. Entrambe le manifestazioni hanno come obiettivo quello di insegnare le tecniche di primo soccorso al maggior numero di persone possibili. Si calcola, infatti, che se ci fosse accanto ad una persona colpita da arresto cardiaco, qualcuno in grado di fare poche e semplici manovre di rianimazione si potrebbero salvare – solo in Italia – ben 36mila persone.
    Sono due le manifestazioni previste. Il primo appuntamento andrà in scena il prossimo 15 ottobre presso il Centro Commerciale Forum di Palermo. Qui a partire dalle ore 16.30, medici ed infermieri dell’Istituto Mediterraneo daranno vita alla manifestazione “Viva, il primo soccorso può salvarti la vita!”. L’evento sarà diviso in due parti, una prima parte servirà a verificare e – in caso migliorare ulteriormente – le procedure e le tecniche di primo soccorso previste dal Centro Commerciale, la seconda parte, invece, è rivolta a tutte le persone presenti al Forum in quel pomeriggio e servirà ad insegnare a più persone possibili cosa fare nel caso di un’emergenza. 
    Nella prima fase, verrà messa in scena una vera e propria emergenza. D’improvviso un visitatore del Forum avrà un malore, un arresto cardiaco, ed ecco che scatteranno le procedure d’emergenza. Il personale di sicurezza del Centro Commerciale – che ha seguito il corso di primo soccorso proprio presso il Centro di Simulazione di ISMETT – quindi si metterà in moto per prestare le prime cure. La simulazione servirà per attuare sul campo quanto imparato nel corso del training. 
    Finita la parte di simulazione, andrà in scena la seconda parte dedicata a tutte le persone presenti quel giorno al Centro commerciale. Gli operatori dell’ISMETT, infatti, forniranno adeguate informazioni su cosa fare per prestare i primi soccorsi a qualcuno che improvvisamente sta male. Non si tratterà solo di nozioni teoriche, è prevista, infatti, anche una parte pratica. Tutti potranno esercitarsi su dei manichini – che verranno appositamente trasportati presso il Forum – e sotto le indicazioni degli istruttori di ISMETT provare semplici ma essenziali tecniche di rianimazione cardio polmonare, come il massaggio cardiaco. 
    Il secondo appuntamento avrà come protagonisti gli studenti del Liceo Scientifico Benedetto Croce e si svolgerà presso l’Aula Magna della scuola mercoledì 16 ottobre a partire dalle ore 9. A partecipare saranno circa 150 ragazzi. 
    La giornata verrà suddivisa in due momenti. Ci sarà prima una lezione teorica, in cui gli operatori di ISMETT impartiranno le nozioni base su cosa fare per prestare immediato soccorso a qualcuno che improvvisamente ha un attacco cardiaco, poi seguiranno delle esercitazioni pratiche. 
    I ragazzi saranno divisi in gruppi di 30 studenti e potranno mettere in pratica le tecniche di primo soccorso. Agli studenti verrà insegnato a capire quando una persona sta male, come fare il massaggio cardiaco o la respirazione artificiale.
    LA redazine del blog :  Grazie ISMETT per il tuo impegno -

domenica 13 ottobre 2013

PER NON DIMENTICARE.......VAJONT UN DISASTRO ANNUNCIATO - IL RICORDO DELLA FRANA DI MAIERATO....ANALOGIA CON LO SCIVOLAMENTO DEL COSTONE....

PER NON DIMENTICARE.......VAJONT UN DISASTRO ANNUNCIATO
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IL RICORDO DELLA FRANA DI MAIERATO....ANALOGIA CON LO SCIVOLAMENTO DEL COSTONE....
sentite cosa dice nel filmato del tg2 l'agricoltore...e cosa dice  oggi in occasione del 50° della tragedia del VAJONT a LONGARONE il PRESIDENTE LETTA...


"Non è possibile che nel

nostro Paese ci siano emergenze in cui

i cittadini siano di

serie A e di serie B a

seconda del peso politico dei territori.


I nostri cittadini sono tutti di serie A "




sabato 12 ottobre 2013

TRATTAMENTO CON PANCA PER INVERSIONE


panca ad inversione




Venezia, primo test riuscito per il Mose

Venezia, primo test riuscito per il Mose

Eppure si muovono: le quattro paratoie mobili alle bocche di Lido Nord, un po' come i sommergibili che risucchiano acqua in profondità prima di emergere ("alleggerimento di un decimo di grado sulla paratoia tre", urla un addetto alla movimentazione) sbucano d'improvviso nella laguna di Venezia che per l'occasione schiera il pubblico delle grandi occasioni: ministri della Repubblica (Maurizio Lupi), governatori (Luca Zaia), deputati, assessori regionali, autorità civili e militari con l'immancabile corollario di battelli, battellini, motoscafi e gommoni come a Venezia capita solo per la festa del Redentore.
Emergono una dopo l'altra a distanza di sette minuti, e ogni volta creano delle onde ricche di schiuma che amplificano l'effetto scenico. Tutti vogliono assistere al primo movimento delle quattro paratoie gialle a scacchi rossi (a regime saranno 78) che sbarreranno il passo all'Adriatico, salderanno il fronte di 46 chilometri che lo separa dalla Laguna e impediranno per sempre che si ripeta la catastrofica "acqua granda" che il 4 novembre del 1966 con 194 centimetri sul livello del mare sommerse Venezia . 


La data della sospirata fine dei lavori dovrebbe essere il 31 dicembre 2016, a patto che continuino ad arrivare i finanziamenti. E proprio la regolarità dei fondi ha reclamato il presidente del Consorzio Venezia Nuova, Mauro Fabris, al ministro Maurizio Lupi. "E' un progetto tutto made in Italy ma da quando fu concepito si sono susseguiti 44 governi della Repubblica", scandisce Fabris. Una sfida ingegneristica che ha avuto una schiera di inflessibili detrattori. Una guerra tutta veneziana che ha toccato il suo culmine nel luglio scorso, quando il direttore generale del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati è stato inquisito per turbativa d'asta. Un peccato per un'opera ciclopica il cui valore tecnologico va al di là delle vicende giudiziarie.



Vajont, Letta cita Napolitano: «Non fu tragica fatalità ma causato da errori umani»

Vajont, Letta cita Napolitano: «Non fu tragica fatalità ma causato da errori umani»


Dopo le scuse per le inadempienze dello Stato nell'accoglienza dei migranti, il mea culpa sulla tragedia del Vajont. Riprendendo le parole del Presidente della Repubblica che «ci uniscono tutti», il presidente del Consiglio Enrico Letta, oggi in visita a Longarone per il 50° anniversario del disastro, ribadisce che la tracimazione della diga che provocò oltre mille vittime «Non fu una tragica fatalità la conseguenza di precise colpe umane». Letta ha poi ricordato i danni alla tutela ambientale e del territorio provocati dai tagli lineari degli ultimi anni, e annunciato che la prossima settimana il ddl sull'uso del suolo sarà collegato alla legge di Stabilità in modo da accelerarne l'iter.
Tutela del territorio, mai piu' cittadini di serie A e di serie B 

«La messa in sicurezza del territorio - ha speigato il premier - é uno dei temi chiave del nostro programma, ma il tema fondamentale che io considero una delle grandi priorità é sull'uso e il consumo equilibrato del nostro territorio, che dobbiamo mettere al centro del disegno di legge che verrà collegato alla legge di Stabilità, per avere così un iter molto più rapido per l'approvazione». Occorre, ha aggiunto il premier, «cambiare la filosofia dell'emergenza. Non è possibile che nel nostro Paese ci siano emergenze in cui i cittadini siano di serie A e di serie B a seconda del peso politico dei territori. I nostri cittadini sono tutti di serie A».


DEDICATO A LORO - Ennio Morricone - The Mission Main Theme (Morricone Conducts Morricone)





DEDICATA A LORO........E A TUTTI COLORO CHE LI AIUTANO CON IL CUORE IN MANO!








Lampedusa, nuova 'strage di migranti': almeno 34 morti, anche donne e bimbi.

giovedì 10 ottobre 2013

ISMETT PALERMO - Istituto trapianti





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La redazione del BLOG: 

UN VERO GIOIELLO DELLA SANITA' - Noi Calabresi Vi  facciamo i complimenti, per questo centro di alta specializzazione -  Inoltre un plauso va a tutti gli operatori, che instancabilmente con grande professionalita' ed umanita' operano per il bene dei pazienti .

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Il dramma di un'infermiera siriana fa "rinascere" tre vite in Italia

Il dramma di un'infermiera siriana fa "rinascere" tre vite in Italia04/09/2013 - La commovente storia di una profuga morta al largo di SiracusaGrazie all'assenso della famiglia, donati e trapiantati il fegato e i due reni. 
Dalla Siria, passando per la Sicilia, arrivano anche belle notizie, in questi drammatici giorni in cui si torna a parlare di guerra globale. Proprio per fuggire dalla morsa di Damasco, alla ricerca di un futuro migliore, un'infermiera di 49 anni era partita qualche settimana fa alla volta dell'Occidente. Scalo obbligatorio l'Italia, come spesso accade. Ma la donna è stata trovata in fin di vita a bordo di un'imbarcazione soccorsa dalla Guardia costiera il 28 agosto scorso, al largo di Siracusa.
La profuga, che viaggiava con il marito e i due figli, era stata trasferita all'ospedale Umberto I di Siracusa per un arresto cardiocircolatorio. Ma, purtroppo, i disperati tentativi di salvarle la vita sono stati vani. I rianimatori hanno quindi chiesto al marito l'assenso alla donazione degli organi. Assenso prontamente accordato. Ieri mattina, come informa il Centro regionale trapianti siciliano, sono terminate le operazioni di prelievo di fegato e reni: il fegato è stato trapianto all'Ismett su un uomo di 66 anni, siciliano ma residente in Calabria; un rene è stato trapiantato al Policlinico di Catania su una donna calabrese di 60 anni in urgenza clinica regionale; l'altro rene è stato assegnato all'Ismett per un uomo di 41 anni di Ragusa.
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha definito "commovente" la decisione della famiglia siriana. Il ministro ringrazia e, in una nota ufficiale, ha sottolineato che questa storia "è l'esempio che anche in situazioni drammatiche di estremo bisogno, come sono quelle dei profughi che arrivano sulle nostre coste, ci sono persone che riescono a compiere gesti d'amore verso il prossimo che vanno silenziosamente a beneficio di altri".