lunedì 30 dicembre 2013

SERVIZIO PUBBLICO......

A PROPOSITO DI TERRA DEI FUOCHI.....

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Servizio Pubblico più, la Terra dei fuochi. Carmine Schiavone shock: "Ecco i nomi dei responsabili". Poi lascia lo studio

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domenica 29 dicembre 2013

LA RIPRESA DELL' ATTIVITA' ERUTTIVA DELL'ETNA

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L’Etna, il vulcano più grande d’Europa, non finisce mai di stupirci 

con le sue eruzioni improvvise in vari momenti dell’anno. In questo 

video realizzato da un videoamatore possiamo vedere una 

meravigliosa e suggestiva esplosione di fumo e frammenti di 

cenere; volando col vento, questi resti delle fiamme incandescenti 

arrivano lentamente presso il centro abitato e tra le case sembrano 

creare una sorta di pioggia grigiastra, che dà il senso della potenza 

l’energia di tale incredibile fenomeno naturale.

lunedì 23 dicembre 2013

Edmondo Caruso - Sorveglianti idraulici della calabria

Edmondo Caruso



E' uno spaccato di verità di questa terra martoriata. Tanto bella quanto deturpata. Tanto rara e tanta odiata da noi stessi. Una terra derubata già 150 anni fa. Il libro "Terroni" di Pino Aprile descrive con una ricerca minuziosa la storia di deportazione e di distruzione di massa che questa terra subì già allora. Interi paesi devastati per depredare le ricchezze del Sud a vantaggio del Nord. Questa riflessione è per voi, cari colleghi Sorveglianti. Un modo per dirvi che per ottenere e difendere i nostri diritti dobbiamo combattere insieme senza steccati e senza pregiudizi. Il nostro obiettivo è uno.... e vale per tutti. Il full time. Insieme da Gennaio ci riusciremo. Un sincero Augurio di un Buon Natale........

OPPORTUNITA'


OPPORTUNITA' inviare documentazione entro 31/12/2013

  • Benvenuti in FIDAF

    L’agricoltura è un sistema complesso multifunzionale che produce alimenti, ambiente, cultura, salute e servizi per il cittadino. La centralità non è più nel settore della produzione agricola ma nell’agricoltura intesa come sistema: produzione, trasformazione, logistica, distribuzione, interconnessione con l’ambiente. Il ruolo del laureato delle Facoltà di Agraria, cruciale nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, si estende nella multifunzionalità dell’agricoltura, tuttavia rimane centrale sui grandi temi della competitività e della sostenibilità.
    Se oggi è improponibile la figura dell’agronomo generalista, si pone tuttavia l’esigenza di coglierne la specificità dell’approccio sistemico e integrato sui temi della qualità/tracciabilità, della gestione delle risorse acqua, suolo e biodiversità, e nel supporto tecnico scientifico alle politiche e ai grandi progetti di sviluppo rurale.
    Assemblea Nazionale FIDAF

  • Adriano Ganino

  • Adriano Ganino

  •  http://www.fidaf.it/FIDAF | FIDAF | Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestaliwww.fidaf.it

    La FIDAF, fondata a Roma il 17 novembre del 1944, è l’organizzazione di rappresentanza di tutti i laureati delle Facoltà di Agraria. È costituita dalle Associazioni Provinciali e Regionali presenti su tutto il territorio italiano ed ha come scopi la tutela  del territorio......

giovedì 19 dicembre 2013

PROCIV- ARCI TESSERAMENTO 2014


di qualche giorno la notizia...Sequestrato impianto che inquina il fiume Noce

Finanzieri del comando provinciale di Cosenza, hanno eseguito stamane, nel comune di Tortora , un sequestro preventivo dell’impianto di trattamento di rifiuti liquidi gestito dalla societa’ “Ecologica 2008 srl”. Il provvedimento è stato emesso, su richiesta del Pprocuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, dal g.i.p. presso lo stesso tribunale. Al management della società che gestisce l’impianto viene contestata una serie di violazioni delle norme in materia ambientale sia i reati di danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali conseguenti all’illecito versamento di rifiuti liquidi pericolosi nel fiume noce e di lì nel mar tirreno.
Secondo gli inquirenti, l’imponente impianto sito in località San Sago del comune di Tortora, per la cui operatività la società di gestione è in possesso di un autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Calabria per il trattamento di rifiuti pericolosi, non rispetterebbe e il limite quantitativo massimo giornaliero di rifiuti liquidi trattabili in più giorni negli anni dal 2009 al 2013, superando il limite fissato in 300 metri cubi giornalieri.
L’indagine delle Fiamme Gialle, infatti, avviata nel 2011 grazie ad un lavoro sinergico tra la procura della repubblica di Paola e quella di Lagonegro (Pz), si è concentrata sulla differenza tra i quantitativi di rifiuti gestibili dall’impianto e quelli che effettivamente venivano concentrati nel sito. I riscontri investigativi avrebbero, poi, consentito di evidenziare una serie di criticità nel funzionamento del depuratore, tra le quali la presenza di tubazioni volanti, predisposte sulle vasche per bypassare sezioni del processo depurativo o la completa disattivazione della sezione di depurazione relativa alla “denitrificazione” con la conseguenza del mancato abbattimento dell’azoto, causa della cosiddetta eutrofizzazione dei torrenti recettori e del mar Tirreno.
Una gestione dell’impianto, quindi, – secondo gli inquirenti – assolutamente non in linea con le sue caratteristiche tecniche, “ma utilizzato – come sottolinea il g.i.p. nel provvedimento – quale sito in cui far confluire, al fine di maturare ulteriori guadagni “bypassando” illecitamente i parametri e gli adempimenti imposti dalle normative e dalle prescrizioni amministrative di riferimento, il maggior quantitativo di rifiuti possibili, successivamente smaltiti illegalmente, a causa del loro mancato e/o inadeguato o comunque insufficiente trattamento, attraverso il loro scarico nel torrente pizzinno e successivamente, attraverso il fiume Noce, nel mar Tirreno”. La struttura di depurazione di tortora, come è stato accertato esaminando la documentazione acquisita nel corso delle indagini, riceveva rifiuti liquidi da numerosi siti non solo della Calabria, ma da altri impianti e strutture della Campania, della Puglia e della Basilicata.
I finanzieri avrebbero ricostruito numerosi episodi durante i quali enormi quantita’ di liquami sono confluiti nell’impianto e successivamente, non depurati, sversati nelle acque del torrente Pizzinno. Nei soli dmesi di dicembre 2012/gennaio 2013 l’impianto avrebbe sversato illecitamente nel torrente Pizzinno oltre 8.500 metri cubi di rifiuti liquidi, perlopiù percolato da discarica non depurato, che hanno determinato un gravissimo pericolo per l’incolumità’ pubblica e per l’ambiente, così come un deturpamento delle bellezze naturali circostanti costituite da macchia mediterranea, viste le caratteristiche inquinanti del percolato e gli effetti sull’ecosistema. Non è un caso, secondo gli inquirenti, che da alcuni anni in diversi tratti del mar Tirreno cosentino campeggino divieti di balneazione, facendo guadagnare a questi, un tempo – si fa rilevare – apprezzati lidi, il triste primato di maglia nera della balneazione.[Fonte:www.cn24tv.it

Bronzi di Riace di nuovo visitabili Sabato 21 dicembre l'apertura della sala al pubblico


Reggio, sabato alle 16.30 l’inaugurazione del nuovo Museo con i Bronzi di Riace -

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I Bronzi di Riace di nuovo visitabili 
Sabato l'apertura della sala al pubblico
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Il ministro Bray e il presidente Scopelliti hanno annunciato l'apertura al pubblico della sala che ospita i Bronzi di Riace. L'inaugurazione è prevista per sabato 21 dicembre alla 16.30. Per il governatore della Regione si tratta «dell'inizio della rinascita»
Dopo il trasferimento e il posizionamento dei due Bronzi di Riace è giunto il momento di restituire alla visione del pubblico i due guerrieri e così sabato 21 a partire dalle 16.30 il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, e il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, inaugureranno la riapertura della sala dei bronzi di Riace del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. «I Bronzi di Riace, dopo quattro anni di restauro, tornano al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Si tratta del ritorno all’esposizione di un patrimonio culturale della Calabria ma anche dell’intera umanità», ha dichiarato il ministro Bray, mentre per il presidente Scopelliti «la Calabria può mettere in mostra la sua vera natura: quella culturale. E’ l’inizio della rinascita». 

 I Bronzi di Riace di nuovo visitabili
Sabato l'apertura della sala al pubblico


domenica 15 dicembre 2013

Calabria/Regione: tavola rotonda, serve legge regionale sulle Pro Loco


Calabria/Regione: tavola rotonda, serve legge regionale sulle Pro Loco


(ASCA) - Reggio Calabria, 14 dic - Una legge regionale sulle Pro Loco (in Calabria sono 350, non hanno scopo di lucro e coinvolgono circa 30mila volontari) proposta dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, puo' diventare il modello legislativo per le altre Regioni italiane e per - come ha sottolineato il direttore generale del Dipartimento Affari regionali di Palazzo Chigi, Saverio Lo Russo, presente a una tavola rotonda sul tema - ''addivenire ad una legislazione uniforme in tutto il Paese su un tema fondamentale come il turismo''.

Sulla proposta di legge si e' registrata un'intensa e proficua discussione nell'aula Giuditta Levato di Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, con il contributo del presidente dell'Unione nazionale delle Pro Loco' italiane Claudio Nardocci (sono intervenuti i vertici regionali e, giungendo da ogni parti della Calabria, i dirigenti locali delle Pro Loco') fortemente interessato al perfezionamento dell'iter legislativo ''di questa legge che - ha detto - consideriamo preziosa e alla stregua di un esempio da indicare per tutte le altre realta' italiane''.

Finanziamento della legge? ''Nonostante le oggettive difficolta' del momento - ha sostenuto il presidente della Commissione Bilancio della Regione Candeloro Imbalzano - faremo di tutto per dare risorse a questi fondamentali soggetti che operano sul territorio, verificando persino la possibilita' di attingere ai fondi comunitari''.

La proposta normativa reca la firma del presidente Talarico ed ha ottenuto attestazioni unanimi, superando, con ottimi voti, anche il giudizio ''autorevole e severo'' del dottor Saverio Lo Russo (a capo degli gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che ha sottolineato: ''Condivido in pieno la proposta di legge e la ritengo un modello da seguire per le altre realta'. Per questo me ne faro' portavoce nelle sedi degli altri Consigli regionali e la sosterro' per far crescere le Pro Loco in tutta Italia''.

Fra i punti di forza della normativa, ad avviso di Lo Russo ''il riconoscimento alle Pro Loco di un ruolo anche di carattere istituzionale, che si estrinseca nella possibilita' di sottoscrivere accordi con la Giunta regionale e di interloquire nelle materie di loro competenza con le Commissioni regionali Turismo, Cultura e Agricoltura; ancora, l'ambizione di un raccordo permanente fra Pro Loco ed imprenditoria locale rappresentata dall'artigianato, dai prodotti di eccellenza, dai sistemi alberghieri e di accoglienza turistica, puntando ad innovare e a sensibilizzare gli operatori per far crescere la cultura dell'ospitalita' e la qualita' dei servizi; infine, la previsione del sistema informativo di accoglienza turistica regionale per rendere piu' accessibili informazioni e notizie''. Del ''Sit'' ha parlato Aurelio De Stile, intervenuto in rappresentanza della Elettronic Technology Team Genova che ha elaborato una piattaforma digitale agevolmente accessibile in cui convergono tutte le informazioni utili per il turista che voglia conoscere l'offerta di un territorio: dalla ristorazione all'offerta alberghiera; dagli eventi culturali di ampio respiro a quelli piu' strettamente legati alle tradizioni locali.

Nel corso della tavola rotonda, dal titolo ''Turismo in Calabria e ruolo delle Pro Loco'', moderata dal capo Ufficio stampa del Consiglio regionale Romano Pitaro che provocatoriamente ha chiesto come ''la vecchia zia della Pro Loco possa efficacemente diventare una risorsa utile per il rilancio del turismo'', sono state sviscerate tutte le potenziali prospettive di sviluppo legate all'approvazione della legge (sono tra gli altri intervenuti Vincenzo Ruberto, presidente delle Pro Loco' Calabria; Francesco Todaro, consigliere nazionale Unpi; Giovanni Verduci e Alessandra Polimeno per la Provincia di Reggio Calabria).

Soddisfatto per la riuscita di ''un evento che considero assai importante sia per la folta partecipazione che per la possibilita' che abbiamo di dare piu' forza alle Pro Loco nella rete regionale del turismo su cui dobbiamo fortemente puntare'' il presidente Talarico che ha aggiunto: ''Con la mia firma in calce al testo normativo sento di aver rappresentato tutte le forze politiche presenti e dunque tutte le istanze del territorio. Spero che la proposta di legge venga approvata all'unanimita' in tempi rapidi, considerato che il turismo rappresenta un settore strategico per lo sviluppo della Calabria, regione ricca di luoghi speciali e di punti forza che spesso noi calabresi stessi non conosciamo ma che, grazie anche alle Pro Loco, in questi anni, hanno ottenuto la giusta attenzione il dovuto percorso di valorizzazione. E' giunto il momento di dare dignita' e riconoscimento a queste realta'''.

Claudio Nardocci, presidente nazionale Unpli ha paragonato le Pro Loco, ''piuttosto che ad una vecchia zia ad un romantico guerriero animato da sogni e dalla passione di combattere la battaglia delle idee. Il turismo e' sempre piu' emozionale e sensoriale, quello che noi proponiamo da sempre.

Oggi vogliamo gettare lo sguardo al di la' del ''campanile' con lealta' ma con la giusta determinazione, per fare rete ed impresa pur contando su poche risorse''.

Ad avviso di Giovanni Verduci, vice presidente della Provincia di Reggio Calabria, ''le Pro Loco rappresentano il braccio operativo delle amministrazioni provinciali e comunali''. Secondo Massimo Cogliandro (presidente Comitato provinciale UNPLI di Reggio Calabria) ''esse sono strategiche anche perche' rappresentano i primi punti di accoglienza per il turista. Il ruolo sociale delle Pro Loco, con il turismo dedicato agli anziani e ai disabili, e' stato sottolineato da Alessandra Polimeno (presidente III Commissione Turismo della Provincia di Reggio Calabria). Il presidente della Commissione ''Bilancio, programmazione economica, attivita' produttive e fondi comunitari del Consiglio regionale'' Imbalzano ha riconosciuto che ''in una fase di spending review le Pro Loco riescono positivamente a sostituirsi alle Istituzioni. Ci impegneremo per rinvenire le risorse nella programmazione comunitaria grazie a progetti collettivi''. In conclusione, il dottore Pasquale Crupi, Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale, si e' incaricato di tenere i rapporti con i dirigenti delle Pro Loco ''al fine di pervenire in tempi rapidi alla definizione legislativa'' .


Expo Milano 2015 - Spot Istituzionale (+playlist)

FAI...19 progetti per 19 Luoghi del Cuore.

CLICCA SU QUESTO LINK PER SAPERNE DI PIU'

Grazie alle vostre segnalazioni possiamo annunciare 19 progetti per 19 Luoghi del Cuore.
Un milione di italiani ci ha aiutato a scoprirli. Oggi cominciamo a restituirli al Paese. 19 Luoghi del Cuore selezionati da una commissione di esperti in collaborazione con il Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo.

La Cattolica è una piccola chiesa bizantina a pianta centrale di forma quadrata, e si trova alle falde del Monte Consolino a Stilo in provincia di Reggio Calabria. Dal 2006 fa parte della lista dei candidati, insieme ad altri 7 siti basiliano-bizantino calabresi, per entrare a far parte dell'elenco UNESCO dei siti Patrimonio dell’umanità Datata tra l’ultimo quarto del X e l’inizio dell’XI secolo, la cronologia della Cattolica resta una questione insoluta tuttavia indipendentemente dal fatto se essa sia stata eretta prima o dopo il 1071, è quasi universalmente riconosciuta come opera bizantina. La Cattolica fu nel tempo oggetto di pochi interventi di restauro: oltre a quello di probabile datazione settecentesca che ne alterò alcuni originari caratteri poi ripristinati, il primo restauro in età moderna è ad opera di Paolo Orsi che,attraverso due interventi con brevi consolidamenti murari, e al parziale restauro di alcuni affreschi, si estese ad indagini archeologiche esterne ed interne all'edificio. Nel 2009 fu proposto un intervento di valorizzazione del sito di ampio respiro: la realizzazione di un “Parco della Cattolica”, ovvero di un'area attrezzata dove i visitatori avessero la possibilità di soffermarsi che verrà realizzato entro il 2013. Attualmente, inoltre, è in via di ultimazione una campagna di indagini volte alla valutazione e riduzione del rischio sismico secondo le Linee Guida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che fornirà importanti dati conoscitivi sul monumento e sul terreno su cui insiste.

sabato 14 dicembre 2013

Primo Meeting Internazionale del paesaggio


Castrovillari (Cosenza) 13.12.2013(CN) - Primo Meeting Internazionale del paesaggio oggi a Castrovillari. L'iniziativa è stata intitolata "Un paese saggio tutela il paesaggio" ed è nata dalla collaborazione tra il Comune di Castrovillari, il Gal Pollino Sviluppo e l'Ente Parco Nazionale del Pollino. L'appuntamento si è svolto al primo piano del Protoconvento Francescano (vedi mappe istella). L'obiettivo è aprire una nuova stagione dello sviluppo sostenibile per questo territorio fondata sulla "virtuosa interconnessione tra agricoltura di qualità, tutela dell'ambiente e identità del paesaggio", è stato detto durante l'incontro. L'idea è di promuovere su scala locale, con il coinvolgimento di referenti regionali ed europei della materia, un'azione di sensibilizzazione attraverso piani, strategie e progetti concreti, volti a preservare e potenziare la qualità delle risorse paesaggistiche.

All'appuntamento hanno partecipato anche il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito e l'assessore allo sviluppo territoriale e alla progettazione, Giovanna Castagnaro. "La promozione della conoscenza del territorio e delle sue risorse – ha sottolineato Castagnaro – ha l'obiettivo primario di generare consapevolezza, coscienza e considerazione, ma anche di sostenere l'acquisizione di un livello culturale alto e ampio, che consenta ai più giovani di non incorrere negli stessi errori/orrori che da secoli si perpetrano nella nostra amata/amara terra e che a tutt'oggi ne ostacolano il decollo, minandone lo sviluppo. L'idea, così, è quella di lanciare un prototipo di sensibilizzazione che possa rappresentare una buona pratica da adottare in altre realtà territoriali calabresi".

"Lo scopo della giornata formativa – ha precisato poi il sindaco Lo Polito - è di inculcare la cultura del cambiamento, attraverso nuove forme di conoscenza in grado di aprire scenari e prospettive incentrate nei valori del rispetto e della sostenibilità". Sempre in tema ambientale, il comune di Castrovillari sta portando avanti anche il progetto intitolato "Educational: Formiamo i giovani di domani", rivolto alle classi quinte delle elementari e agli alunni delle medie.
13 dicembre 2013



giovedì 12 dicembre 2013

Alluvione Sardegna, il disastro di Torpè e Olbia

Alluvione Sardegna, il disastro di Torpè e Olbia: solo con il sistema di allarme idrogeologico immediato si può salvare la vita dei cittadini


18 nov 13 olbiaGiorno 18 novembre 2013 la parte orientale della Sardegna è stata percorsa da sud a nord dalla perturbazione Cleopatra che è stata caratterizzata da una serie di cumulonembi che hanno rilasciato considerevoli quantitativi di pioggia a ridosso dei rilievi (figure 1 e 2).
Nella zona a monte di Olbia i cumulonembi si sono esauriti anche se non si può ricostruire l’entità delle precipitazioni a ridosso di Monte Pinu, nella parte alta del bacino di Riu de Seligheddu, uno dei corsi d’acqua attorno ai quali si è sviluppata urbanisticamente la città.
Torpè si trova nella parte bassa del bacino idrografico del Fiume Posada, a valle della diga di Maccheronis. La parte alta del bacino è stata interessata da copiose precipitazioni piovose il giorno 18 novembre 2013, superiori a 212 mm in circa 10 ore, come rilevato dal pluviometro di Mamone (figura 4).
In base ai dati disponibili si nota che le precipitazioni sono state molto più abbondanti nella zona di Torpè che in quella di Olbia. A Torpè si è lamentata una vittima mentre ad Olbia si sono avute 5 vittime solo nel bacino del Riu de Seligheddu.
L’indagine svolta evidenzia il ruolo determinante che ha l’urbanizzazione, oltre all’entità delle precipitazioni piovose, nell’incrementare il disastro idrogeologico.
Figura 1: Il percorso della perturbazione Cleopatra lungo la fascia orientale sarda, ricostruito con i dati pluviometrici registrati dalla rete della Regione Sardegna. Le frecce gialle indicano il percorso dei cumulonembi che hanno rilasciato piogge tipo bomba d'acqua nella parte alta dei bacini idrografici.
Figura 1: Il percorso della perturbazione Cleopatra lungo la fascia orientale sarda, ricostruito con i dati pluviometrici registrati dalla rete della Regione Sardegna. Le frecce gialle indicano il percorso dei cumulonembi che hanno rilasciato piogge tipo bomba d’acqua nella parte alta dei bacini idrografici.
I potenti fenomeni naturali da vari anni stanno determinando gravi danni e perdita di vite umane nelle aree urbane italiane che si sono progressivamente sviluppate, dalla seconda guerra mondiale, occupando territori che a volte sono ripetitivamente interessati dalle manifestazioni naturali quali alluvioni, dissesti ecc..
L’area devastata da un fenomeno naturale rappresenta un’area disastrata che è il risultato di una potente sperimentazione attuata da fenomeni naturali in un ambiente reale, che è costituito da un territorio in parte allo stato naturale, in parte antropizzato ed in parte urbanizzato. L’area devastata costituisce, conseguentemente, il risultato di una “sperimentazione” in un “laboratorio naturale”, quasi sempre irripetibile, dove è possibile e dove devono essere effettuati rilievi e misure al fine di individuare i diversi impatti, nelle diverse condizioni fisiche e di urbanizzazione, e le loro modalità di espletamento.
Difficilmente si potrebbero riprodurre in laboratorio gli effetti importanti di tale fenomeno naturale sull’ambiente reale antropizzato e urbanizzato. Perciò, bisogna partire dagli effetti registrati sul territorio per comprendere gli impatti ambientali di fenomeni come le piogge da cumulonembi e organizzare di conseguenza un’adeguata protezione del territorio.
In tali aree si possono verificare le validità delle previsioni degli effetti attesi fatte in precedenza e si possono ricavare dati ed elementi di importanza strategica per individuare le linee di intervento per migliorare la difesa dell’ambiente, della vita dei cittadini e dei manufatti.
Con i dati acquisiti si può comprendere, in tal modo, quali siano le modalità con le quali si sviluppa il fenomeno naturale nelle aree caratterizzate da differenti caratteristiche geoambientali, geomorfologiche e di antropizzazione e urbanizzazione.
Negli ultimi anni abbiamo utilizzato vari territori interessati da disastrosi eventi naturali come “aree di sperimentazione irripetibile” ed in particolare le zone devastate dai fenomeni idrogeologici innescati dalle piogge tipo bombe d’acqua rilasciate dai cumulonembi.
Come accaduto il 18 novembre 2013 quando molti cittadini sono stati improvvisamente, e spesso senza alcun adeguato ed efficace allertamento in tempo utile per mettersi al sicuro, investiti dalle onde di piena, molte altre volte, negli ultimi anni, si sono verificati eventi idrogeologici catastrofici che hanno causato decine di vittime.
Figura 7: La tracimazione della diga Maccheronis. Moltissimi tronchi  d'albero d'alto fusto sono stati sradicati e trasportati creando seri problemi al deflusso dell'acqua.
Figura 7: La tracimazione della diga Maccheronis. Moltissimi tronchi d’albero d’alto fusto sono stati sradicati e trasportati creando seri problemi al deflusso dell’acqua.
Tra i fenomeni più recenti si ricordano quelli di Genova, Cinque Terre, Atrani, Messinese tirrenico e ionico, Casamicciola, Ischia Monte Vezzi ecc..
Le ricerche originali sono state espletate finora per ricostruire l’evento piovoso che ha determinato le catastrofi e l’impatto al suolo con particolare attenzione all’individuazione dell’intervallo di tempo intercorso tra l’inizio dell’evento piovoso eccezionale e il sopraggiungere dei flussi idrici e detritici nelle aree urbane di fondo valle.
Le ricerche hanno evidenziato che le curve pluviometriche hanno un andamento simile nel senso che l’inizio delle precipitazioni rilasciate dai cumulonembi (che poi innescheranno i flussi catastrofici) viene evidenziato dalla tipica verticalizzazione del pluviogramma.
Le curve pluviometriche variano essenzialmente per la durata dell’evento.
E’ stato possibile accertare che tra l’inizio dell’evento piovoso rilasciato dai cumulonembi (agevolmente riconoscibile e misurabile da un pluviografo in grado di registrare la quantità di acqua precipitata ogni 2-3 minuti) e il primo sopraggiungere dei flussi nei fondovalle, agevolmente individuabili preventivamente per le caratteristiche morfologiche, possono intercorrere intervalli di tempo variabili da alcune decine di minuti (in bacini imbriferi di dimensioni molto limitate di alcune decine di ettari) a circa un’ora o addirittura alcune ore, come verificato per Atrani (settembre 2010, circa 1 ora), Genova (novembre 2011), Olbia e Torpè (18 novembre 2013) in bacini imbriferi di varie centinaia e migliaia di ettari.
Figura 14:  A sinistra è riportato il percorso, fino ad Olbia, dei cumulonembi lungo la fascia orientale della Sardegna. A destra è schematizzata la terminazione settentrionale del percorso dei cumulonembi nella zona di Monte Pinu, nella parte alta del bacino del Riu de Seligheddu.
Figura 14: A sinistra è riportato il percorso, fino ad Olbia, dei cumulonembi lungo la fascia orientale della Sardegna. A destra è schematizzata la terminazione settentrionale del percorso dei cumulonembi nella zona di Monte Pinu, nella parte alta del bacino del Riu de Seligheddu.
Le ricerche hanno evidenziato che le aree di fondo valle urbanizzate e antropizzate, potenzialmente interessate dai flussi di piena (idrica e/o colate detritico-fangose), possono essere ben individuate e delimitate per cui si può predisporre un attento e adeguato piano di protezione civile teso ad evitare la perdita di vite umane.
Sulla base di questi originali elementi è stato messo a punto un sistema di allarme idrogeologico immediato la cui attivazione ed attuazione consentirebbe di mettere in salvo i cittadini.
Il sistema è semplice e verrebbe attivato dopo pochi minuti che i pluviometri hanno registrato la tipica verticalizzazione della curva che testimonia l’inizio del rilascio delle precipitazioni tipo bomba d’acqua da parte di cumulonembi.
I sistemi di monitoraggio meteo attualmente attivati a grande scala sono in grado di individuare già con un giorno di anticipo se vi siano e dove le condizioni che possono dare luogo all’innesco di eventi piovosi estremi.
I sistemi di allarme idrogeologico immediato, che devono essere distribuiti adeguatamente nei bacini idrografici, rappresentano un valido sistema di allertamento locale a scala di bacino imbrifero e di territorio comunale, attivabili in tempo utile per mettere al sicuro i cittadini.
Figura 16: L'urbanizzazione di Olbia all'inizio del 1900  (immagine in basso) e alcune decine di anni fa (immagine in alto) Sono evidenti i corsi d'acqua che sono stati progressivamente inglobati nell'area urbana.
Figura 16: L’urbanizzazione di Olbia all’inizio del 1900 (immagine in basso) e alcune decine di anni fa (immagine in alto) Sono evidenti i corsi d’acqua che sono stati progressivamente inglobati nell’area urbana.
Gli eventi accaduti nel bacino del Fiume Posada il giorno 18 novembre 2013 consentono di verificare l’applicabilità e la validità di un piano di allarme idrogeologico immediato.
Già dal giorno precedente si avevano le previsioni di eventi piovosi molto intensi per cui si doveva prevedere che nell’invaso di Maccheronis si sarebbero riversate alcune decine di milioni di metri cubi di acqua; era già possibile, pertanto, valutare la risposta del bacino artificiale che sarebbe stato interessato dal nuovo accumulo idrico (figure 1, 2, 3 e 4).
Dal momento che era attivo il pluviometro di Mamone, ubicato nella parte alta del bacino idrografico del Fiume Posada, si doveva stabilire un contatto in tempo reale con i responsabili delle amministrazioni pubbliche dei comuni ubicati nella valle sottostante il bacino di Maccheronis in modo da trasmettere loro l’evoluzione delle precipitazioni e valutare i volumi idrici che sarebbero affluiti verso valle.
L’osservazione della curva pluviometrica registrata a Mamone avrebbe immediatamente evidenziato l’inizio del primo e secondo fenomeno tipo bomba d’acqua (figura 5). Questi dati avrebbero dovuto fare scattare l’allarme idrogeologico immediato per la valle sottostante e l’attuazione immediata dei piani di protezione civile già sperimentati con la popolazione.
In base alla previsione di piogge molto copiose per tutta la giornata del 18 novembre, l’allarme idrogeologico immediato doveva essere lanciato all’inizio della verticalizzazione della curva pluviometrica avvenuta intorno alle ore 8,00 e prolungato per tutta la giornata.
In figura 21 sono indicati con il cerchio rosso gli intervalli di tempo nei quali la verticalizzazione della curva pluviometrica doveva imporre l’applicazione dell’allarme idrogeologico immediato.
In base ai dati disponibili si è ricostruito che l’allarme per l’evacuazione dei cittadini che risiedevano nella parte bassa di Torpè è stato attuato intorno alle ore 17,00 e che intono alle ore 18,00 circa è iniziata l’inondazione che ha interessato tutto il fondo valle fino alla quota di +10m, +12m.
Figura 17: Effetti disastrosi dei potenti flussi che sono stati alimentati dalle piogge tipo bomba d'acqua rilasciate dai cumulonembi il 18 novembre 2013.
Figura 17: Effetti disastrosi dei potenti flussi che sono stati alimentati dalle piogge tipo bomba d’acqua rilasciate dai cumulonembi il 18 novembre 2013.
I fatti accaduti evidenziano che nell’ambito di un bacino idrografico è necessario mettere a punto e sperimentare un piano di allarme idrogeologico immediato e un piano di protezione civile a scala di bacino e a scala comunale; piani strettamente coordinati con il sistema di monitoraggio idrologico a scala di bacino idrografico.
Niente di eccezionale! In base alle valutazioni messe a punto con la ricerca multidisciplinare coordinata dallo scrivente si può affermare che il sistema di allarme idrogeologico immediato adeguato ad un bacino idrografico come quello del Fiume Posada può costare intorno ai 100.000 Euro.
E può mettere al sicuro la vita dei cittadini.
La stessa valutazione è applicabile ai bacini idrografici che incombono su Olbia.
Gli eventi verificatisi il 18 novembre 2013 a Torpè e nella parte bassa del bacino del Fiume Posada e nell’abitato di Olbia evidenziano il ruolo che ha avuto lo sviluppo urbanistico nelle aree attraversate da corsi d’acqua che possono essere interessati da eventi di piena in seguito a fenomeni piovosi tipo bomba d’acqua.
Nella parte bassa del fiume Posada tra gli abitati di Torpè e Posada dalla fine della seconda guerra mondiale lo sviluppo urbanistico nella pianura alluvionale è avvenuto essenzialmente con manufatti rurali e infrastrutture viarie; solo nella parte bassa di Torpè, dove è deceduta una anziana signora disabile, si è verificato un limitato sviluppo urbano anche in aree inondabili, comunque lontane dall’alveo fluviale per cui la corrente idrica non è stata caratterizzata da velocità pericolosa.
Figura 18: Principali effetti disastrosi, che sono stati registrati nel bacino e nell'abitato di Olbia, dei potenti flussi alimentati dalle piogge tipo bomba d'acqua incanalatisi nel Riu de Seligheddu.
Figura 18: Principali effetti disastrosi, che sono stati registrati nel bacino e nell’abitato di Olbia, dei potenti flussi alimentati dalle piogge tipo bomba d’acqua incanalatisi nel Riu de Seligheddu.
I danni sono stati notevoli essenzialmente a causa della distruzione delle colture agricole.
Nell’abitato di Olbia l’esondazione dei corsi d’acqua oltre a causare diverse vittime ha ovviamente provocato danni enormi agli immobili pubblici e privati che sono stati realizzati dopo la fine della seconda guerra mondiale anche a pochi metri dagli alvei dei corsi d’acqua.
E’ evidente che molte attività antropiche si sono sviluppate anche su territori che possono essere interessati da potenti fenomeni geologici e che è praticamente impossibile mettere in sicurezza tutte queste aree. Certamente si devono evitare altri errori di urbanizzazione, ma i problemi che sono stati creati non possono essere risolti tutti.
Nè gli “irresponsabili” responsabili della sicurezza dei cittadini possono continuare ad ignorare che l’unica azione istituzionale seria ed agevolmente realizzabile è quella di garantire, almeno, la sicurezza dei cittadini mediante l’attivazione di sistemi di allarme idrogeologico immediato.
Patrizia Esposito, geologa
Franco Ortolani, Ordinario di Geologia
Silvana Pagliuca, CNR-ISAFOM








Figura 1: Il percorso della perturbazione Cleopatra lungo la fascia orientale sarda, ricostruito con i dati pluviometrici registrati dalla rete della Regione Sardegna. Le frecce gialle indicano il percorso dei cumulonembi che hanno rilasciato piogge tipo bomba d'acqua nella parte alta dei bacini idrografici.    
                                                                Figura 16: L'urbanizzazione di Olbia all'inizio del 1900  (immagine in basso) e alcune decine di anni fa (immagine in alto) Sono evidenti i corsi d'acqua che sono stati progressivamente inglobati nell'area urbana.